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Rieti, minacce alla famiglia di Sergio Pirozzi da tifosi della Sambenedettese. L'ex sindaco di Amatrice: "Rinuncio alla panchina"

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La famiglia dell'ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi minacciata da alcuni tifosi della Sambenedettese. "Rinuncio alla panchina", ha detto in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. in settimana era stato infatti contattato dalla società marchigiana per guidare la squadra. tuttavia il suo nome è stato maldigerito da alcuni ultras della Sambenedettese che ha prima esposto striscioni offensivi poi, stando a quanto sostiene Pirozzi, lo avrebbero addirittura minacciato. La "colpa" dell'allenatore sarebbe quella di essere vicino ai tifosi dell'Ascoli.

 

Nell’ultima settimana sono successe diverse cose, alcune gravi. Stavo per tornare ad allenare, che è la mia grande...

Pubblicato da Sergio Pirozzi su Domenica 19 dicembre 2021

 

Questo il messaggio pubblicato sui social da Pirozzi: "Nell’ultima settimana sono successe diverse cose, alcune gravi. Stavo per tornare ad allenare, che è la mia grande Passione. Dovevo allenare la Sambenedettese. Poi, però, a qualcuno, che pensa di rappresentare una tifoseria e una città questo non andava bene. E fino a qui fa parte del gioco e ci sono abituato.Quello che non posso accettare però è che quattro esaltati abbiano indirizzato minacce ai miei figli, alla mia famiglia, senza che nessuno, dico nessuno, deputato a farlo abbia speso una parola verso l'Uomo e la sua storia".

 

Poi l'ex sindaco continua: "Di che cosa mi si accusa? Di essere legato all’Ascoli, alla sua curva, che scavò nelle Macerie di Arquata (del compianto Amico sindaco Aleandro Petrucci). Lo confermo. Come sono tifoso dell’Atalanta e della sua gente e di tutti i gruppi ultras che dopo il terremoto hanno dimostrato all’Italia intera cosa significa solidarietà. Grazie a loro Amatrice ha strutture sportive dove oggi giocano i bambini. Ecco, questa è la storia. Avrei voluto allenare la Sambenedettese che andavo a vedere da bambino, avrei voluto far bene a San Benedetto del Tronto dove ho tanti amici e dove sono nato. Non è stato possibile perché non metto a rischio l’incolumità e la serenità dei miei cari. Mi hanno ferito i commenti ironici sulla tragedia del terremoto. Sono un allenatore professionista per passione (senza quella non puoi far niente nella vita). Straccio il contratto e ritorno tra le Macerie e le Pecore dei Monti della Laga".