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Rieti, università e ricerca. Finalmente arrivano i soldi

Alessandro Toniolli
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Rivoluzionare la provincia di Rieti ed il capoluogo partendo dal 2022 con importanti investimenti su università e ricerca: questo l’ambizioso obiettivo che si è posto l’onorevole Fabio Melilli. A Rieti sedi dirette di Sapienza e Tuscia. Tutto parte da un emendamento per finanziare con 15 milioni di euro l’aumento dell’offerta formativa universitaria, la ricerca ed il trasferimento tecnologico, ovvero la ricerca applicata all’industria. Purtroppo, sottolinea con franchezza Melilli, chi era incaricato di fare il bando ha impiegato 8 mesi, ma “finalmente ora questo bando è uscito. Per essere certo non ci siano ulteriori perdite di tempo ho presentato nel decreto PNRR un emendamento che consente ai rettori di avere una proroga per presentare la domanda, questo per non rischiare di perdere un anno accademico e partire dal 2022. Stiamo lavorando con l’assessore Di Berardino ed il consigliere regionale Refrigeri perché ci sia un ulteriore finanziamento da parte della Regione. Tutto questo ci consente di fare una operazione molto importante di rafforzamento, la condizione è che le Università aprano sedi dirette, non verranno più in convenzione. La sede sarà un polo universitario reatino costituito da Tuscia e Sapienza”.

 

La pubblicazione del bando è stata accolta con soddisfazione dal presidente della Sabina Universitas, Antonio D’Onofrio: “Grazie ai 15 milioni previsti col suo emendamento nell’ultima legge di Bilancio ci consentirà di raddoppiare i corsi universitari offerti al territorio e di guardare al futuro del consorzio con maggiore ottimismo. Ora tocca ai nostri atenei di riferimento, Sapienza e Tuscia, presentare progetti che rafforzino il polo della Sabina Universitas e che ci consentano già a partire dal prossimo anno accademico di offrire un ventaglio di scelta più ampia”. Dall’interlocuzione tra Governo, Regione ed Università emerge che i corsi di area medica potrebbero essere raddoppiati, ma si punta anche alla facoltà di Agraria e discipline economiche. Un ruolo anche per il Consorzio universitario, ma Melilli avverte “deve cambiare pelle e deve diventare il luogo che costruisce l’accoglienza, trasformando Rieti in una vera città universitaria”.

 

In questa direzione l’operazione fatta con Di Berardino ed il Commissario Legnini di finanziare la ristrutturazione del vecchio ospedale nel centro del capoluogo “trasformandolo in un campus universitario, finanziato con circa 15 milioni”. “Ci misuriamo con una operazione storica, in grado di costituire la svolta per il sistema universitario reatino”. Di pari passo viaggia l’impegno a ricostruire la ricerca industriale a Rieti, quella in grado di dare vita a nuove imprese. Per questo Melilli “ringrazia il Commissario del Consorzio Industriale, che sarà il perno di un solido sistema di ricerca. Sono già in fase di ultimazione i primi 10 laboratori, trasformando il palazzo del Consorzio in un grande centro di ricerca. Questi laboratori sono stati realizzati con i fondi del vecchio Strampelli e l’agricoltura di precisione è la protagonista, attraverso progetti che finanzieranno la filiera del grano a Rieti, affinché diventi una filiera digitale. A questa si può aggiungere la filiera dell’olio e poi ragioneremo della filiera delle carni”.