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Rieti, medico e infermiere aggrediti. La Asl: “Solidarietà e totale condanna per violenze fisiche e verbali”

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L’aggressione degli operatori sanitari della Asl da parte dei figli di un malato oncologico che doveva essere trasferito all’Hospice San Francesco di Rieti ha indubbiamente colpito non solo per l’efferratezza del gesto ma anche perché si è impedito ai due professionisti di svolgere il loro lavoro.

 

A stigmatizzare l’accaduto è la stessa Asl che in una nota della direzione generale esprime “la più totale e sincera solidarietà e vicinanza agli operatori sanitari dell’Hospice aggrediti nei giorni scorsi in Sabina. Fino ad oggi abbiamo taciuto per il doveroso rispetto sulle indagini in corso da parte delle forze dell’ordine, ma oggi che la notizia è stata diffusa non possiamo non condannare pubblicamente quanto accaduto: le violenze fisiche e verbali nei confronti dei sanitari non sono mai giustificate, e vanno condannate, senza se e senza ma".

 

"L’Azienda sanitaria locale di Rieti - continua la nota - quotidianamente si spende, anche tra mille difficoltà, per garantire il diritto alla salute e all'assistenza a tutti i cittadini; spesso purtroppo, anche a causa di un clima ostile che alcuni individui tendono a creare nella popolazione residente, si generano convinzioni che deformano e falsano la realtà” conclude la nota della Asl reatina.