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Rieti, elezioni comunali. L'ex sindaco Simone Petrangeli: "Centrosinistra unito, ma servono le primarie"

Luca Feliziani
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“Non possiamo rinnegare la nostra storia. Le primarie fanno parte del dna del centrosinistra e sono sicuro che anche a Rieti ci affideremo a questo strumento democratico per arrivare a individuare candidato sindaco e squadra”. Simone Petrangeli, ex sindaco e tra i possibili candidati del centrosinistra per le amministrative del 2022 al Corriere parla dell’impasse che vive la coalizione ancora alla ricerca del metodo per individuare il proprio candidato sindaco.
“In passato la nostra coalizione ha scelto le primarie, vedo che in molte città che andranno al voto come Rieti il segretario del Pd Enrico Letta ha scelto questa strada e come a Lucca sarà presente per l’ufficializzazione. Non vedo perché Rieti debba andare in controtendenza. Le primarie ci rimettono in sintonia con i cittadini, uniscono la coalizione, danno più forza al candidato sindaco e anche alla squadra che insieme al lui dovrà risolvere i tanti problemi creati o non risolti dal centrodestra”.

 


 

Petrangeli parla soprattutto di unità della coalizione. “Questa è la bussola che deve indirizzare le nostre scelte. E le primarie aiutano a compattare il nostro mondo dando voce ai reatini. In un periodo in cui va a votare un elettore su due non possiamo permetterci che la scelta del candidato sindaco sia demandata solo i partiti. Ma sono sicuro che anche da noi la coalizione alla fine sceglierà la strada delle primarie”.
Ma c’è il problema tempo. Il centrodestra ha già scelto Daniele Sinibaldi. Il centrosinistra ancora deve individuare il metodo. C’è chi corre e chi sta apparentemente fermo.
“Non è così. Credo che anche il centrosinistra entro Natale faccia sintesi e trovi la quadra. C’è il tempo per fissare le primarie a metà a gennaio e quindi per fare una campagna elettorale tra la gente. Non credo che partite molti mesi prima sia un vantaggio”.
Unità, candidato sindaco e squadra. Queste le priorità di Simone Petrangeli.

 

“L’unità della coalizione non si tocca, anzi deve essere allargata a tutte quelle persone che non sono rappresentare dalla maggioranza attuale. Poi bisogna individuare il candidato e la sua quadra. Operazione che solo con le primarie puoi fare con un patto di coalizione che dica che chi si presenta alle primarie avrà poi ruoli apicali nella squadra di governo. Secondo me questa è la strada che bisogna seguire”.
Un occhi al centrodestra va comunque buttato. E non sono rose e fiori. Anzi.
“È stata una pessima legislatura, la giunta Cicchetti è andata al di sotto delle aspettative e la scelta di Daniele Sinibaldi è nel solco della continuità”.
Ma anche una sua eventuale candidatura potrebbe essere vista come un ritorno al passato e non come una novità.
“Questo facciamolo decidere ai cittadini con le primarie”.