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Rieti, ospedale De Lellis. Pronto soccorso ancora sotto pressione

Paola Corradini
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“Sempre più grata al personale sanitario costretto alla guerra, stremato, umanamente provato, trovando la forza in quel giuramento di Ippocrate che è patto d'onore per loro. Dall'avvento della pandemia un susseguirsi di accorati appelli. Non si scherza con la salute, soprattutto quando si parla dei più fragili, gli anziani, di chi lotta ogni giorno con la malattia. Attendo l'esito del sopralluogo delle forze dell'ordine, ma non dimentico che poco meno di un anno fa, nell'espletamento del nostro dovere di Consiglieri, in tre evidenziavamo le medesime problematiche, io, Morena de Marco e Letizia Rosati. Ciò che accade e continua ad accadere al Pronto soccorso rattrista, incrudisce la fiducia e mortifica”. Queste le parole della Coordinatrice cittadina di Fratelli d'Italia Claudia Chiarinelli all'indomani di quanto accaduto lunedì mattina al pronto soccorso del De' Lellis. E le cose sembrano non cambiare visto che nei giorni successivi si sono verificati nuovi episodi che hanno visto ancora una volta medici ed infermieri stremati e pazienti lasciati anche tre giorni su una barella.

 

 

Anche il consigliere comunale del Gruppo Misto-Associazione Uniti per Rieti, Andrea Sebastiani. “Nel silenzio assordante delle istituzioni e nel completo disinteresse della classe politica – scrive - ogni giorno la cronaca ci racconta di situazioni da terzo mondo in cui versa il nostro ospedale senza che nessuno si indigni”. Sebastiani punta il dito su “malati lasciati sulle barelle del pronto soccorso per giorni tanto che lunedì sono dovuti intervenire i carabinieri, senza che la direzione sanitaria abbia sentito l’esigenza di proferire parola”. Davanti a quello che definisce “preoccupante stato di cose”, il consigliere parla punta il dito “politica regionale e locale più attenta a non alterare precari equilibri piuttosto che preoccuparsi di dare risposte. Un plauso per “il coraggio e la determinazione delle associazioni di volontariato che continuano a mettersi a disposizione dei malati e delle loro famiglie, e le centinaia di operatori sanitari”.

 

 

E sono due associazioni, CittadinanzAttiva e Tribunale per i diritti del malato a ritornare sulla “disastrosa situazione nella quale versa il Pronto Soccorso del De' Lellis”. “La Asl attribuisce la totale inadeguatezza del PS all’aumento dei casi covid e al fatto che i cittadini invece di rivolgersi al proprio medico di famiglia si riversano al Pronto Soccorso”. Sono anni che le due associazioni denunciano “la situazione con ambienti inadeguati e insufficienti, attrezzature, letti, lettighe, sedie a rotelle in gran parte disastrati oltre a un'organizzazione del triage e gestione degli utenti inefficiente con permanenza degli assistiti nel pronto soccorso anche per giorni, in condizioni disumane in attesa che si liberi un posto nei reparti. Ad agosto è stata inviata alla Direzione Sanitaria una richiesta di incontro, ma sembra che non sia arrivata alcuna risposta”.