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Rieti, chiuso per lavori il viadotto di Fiumata sul lago del Salto. Residenti e commercianti: "Fate presto"

Francesca Sammarco
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Come da ordinanza, da ieri, mercoledì 1 dicembre, il ponte Pacifico di Fiumata è chiuso al traffico veicolare e al transito pedonale ‘fino a cessate esigenze’. Da un lato c’è sollievo per interventi di manutenzione, non più procrastinabili, dall’altro c’è preoccupazione e con una voce sola cittadini delle frazioni al di là del ponte, esercizi commerciali al di qua del ponte, invocano di fare presto, insieme al sindaco di Petrella Salto Gaetano Micaloni e commissario della comunità montana Salto Cicolano (che tra l’altro ha sede a Fiumata). Ma la fretta è sempre cattiva consigliera e i tempi sono soggetti alle condizioni atmosferiche: ‘lavoreremo anche con la pioggia, ma se nevica ci dovremo fermare’ risponde la ditta Cricchi, che ipotizza almeno due mesi di chiusura.

 

Era indispensabile la chiusura totale, visto che il ponte di Castel di Tora, parimenti oggetto di interventi, non è stato chiuso? Purtroppo sì, perché il ponte di Fiumata è largo 5 metri, quello sul Turano è largo 6 metri ed è stato possibile mantenere il senso unico alternato. Nonostante la segnaletica, molti automobilisti ieri sono rimasti bloccati a Fiumata e sono dovuti tornare indietro. Ma si fa presto a dire indietro. Chi conosce la viabilità locale sa quanto sia complicato, considerando che la strada da Fiumata verso Gamagna, con innesto sulla superstrada Rieti Torano, è da mesi a senso unico alternato per una frana la cui entità richiede l’intervento del Genio Civile. Ufficio postale, dispensario farmaceutico, un unico esercizio commerciale (bar, alimentari, tabacchi, giornali), ristoranti, Fiumata è un punto di riferimento importante. Romeo Giglio titolare dell’unico alimentari è preoccupato “la perdita è di oltre il 60 per cento e due famiglie (8 persone) contano su introiti che verranno a mancare. Per ridurre le spese vorrei chiudere a gennaio, ma avendo una tabaccheria, non posso superare i 28 giorni. Chiedo se gli enti in questi casi possano prevedere un indennizzo che ci consenta di restare aperti, mantenere un servizio ai cittadini e non richiedere la cassa integrazione”.

 

I residenti di Girgenti, Pace, Vallececa, Campolano, Marcetelli sono tagliati fuori (difficoltà anche per gli ambulanti), con la speranza che non siano necessari interventi di soccorso (sanitario o di protezione civile). Quando è stato progettato il ponte nessuno ha pensato a un collegamento intermedio tra il versante nord e sud del lago. Si può contare solo sul passaggio sopra la diga e sul ponte Pacifico. Da evidenziare che anche gli altri ponti minori (e sono tanti), a carico della Provincia, necessitano di interventi urgenti che comporteranno altrettante chiusure. Questo intanto è l’ultimo intervento a carico della Erg, che da gennaio ha ceduto la concessione a Enel.