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Rieti, elezioni comunali. Il candidato di centrodestra Daniele Sinibaldi: "Sogno una coalizione della città”

Luca Feliziani
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Il centrodestra riparte da Daniele Sinibaldi. Sarà lui il candidato sindaco alle prossime elezioni del 2022 Il primo obiettivo dell’attuale vice sindaco è allargare la base elettorale. Ma in questo modo ci potrebbe essere il rischio di snaturare la coalizione? Con quali forze è possibile il dialogo e con quali invece c’è un veto a priori?

“Innanzitutto si parte da un centrodestra compatto, ampio, che oltre ai partiti può contare su forti componenti civiche. Ma le sfide dei prossimi anni impongono ragionamenti fuori dagli schemi, fuori dai luoghi comuni. Non si tratta di allargare al centro o di escludere qualcuno ma di coinvolgere forze, energie, idee di uomini e donne di buona volontà, con professionalità e competenze, che hanno l’occasione storica di dimostrare quanto amano Rieti e quanto possono incidere sulla nuova epoca post-pandemia. Il nostro messaggio è a tutti coloro che vogliono lavorare senza preconcetti”.

 

Sinibaldi rappresenta il ricambio generazionale del centrodestra invocato da Cicchetti, come cambierà l’approccio alle problematiche della città?

“Noi crediamo che anche nella vita pubblica abbiano ancora valore aspetti come la coerenza e l’umanità. E’ davvero raro che un politico, stimato e amato, rispetti la parola data e porti a compimento gli obiettivi prefissati. Cicchetti nel 2017 si è caricato sulle spalle una comunità che aveva bisogno di lui e una città che era sprofondata nella disorganizzazione, nell’abbandono, nell’astio tra persone e gruppi. Ha rimesso in carreggiata la macchina comunale e ha ricostruito una classe dirigente, di giovani e meno giovani che hanno lavorato ventre a terra. Il ricambio generazionale è qualcosa di concreto e tangibile per cui Rieti potrà essere preso a modello. Ora, con la squadra che costruiremo, porterò ciò che di positivo abbiamo realizzato, aggiungendo quello che naturalmente fa parte del bagaglio di un uomo di 35 anni che ha deciso di costruire la propria professione, la propria vita e la propria famiglia a Rieti”.

 

Al suo nome si è arrivati dopo un sondaggio prima e incontri tra le forze della coalizione poi, perché non avete mai preso in considerazione le primarie magari a qualche mese dal voto?

“Le primarie non appartengono al centrodestra e, proprio per il discorso di credibilità che la politica deve recuperare, abbiamo dato un bel segnale di compattezza e di capacità di approfondire e fare sintesi. Qualità che devono appartenere ad una coalizione che si candida a rappresentare tutti i cittadini. Non servono guerre fratricide e per questo abbiamo scelto il confronto sereno dal quale emerge una visione unitaria e condivisa”.

La maggioranza si avvia verso il rush finale, forse quello più impegnativo e decisivo anche per il voto del 2022. Come pensa di gestire il suo doppio ruolo di assessore e candidato sindaco?

“Molto semplice: continuerò a lavorare con lo stesso impegno profuso in questi anni. E insieme a tutti gli altri disegneremo le prospettive di una Rieti proiettata in avanti, oltre a raccontare, in maniera più approfondita, il tanto che è stato fatto finora”.

Cresce sempre più l’astensionismo, sui quali temi e progetti pensa di riportare alle urne i reatini delusi dai partiti?

“L’astensionismo è un fatto storico preoccupante, in parte legato proprio al crollo di affidabilità della politica. Il percorso che abbiamo intrapreso è già di per sé sinonimo di credibilità perché parte da una serie di promesse mantenute, tra le quali il passaggio di testimone. Uno degli obiettivi della mia candidatura è quello di coinvolgere anche le generazioni più giovani e le professionalità ed esperienze che devono tornare a vedere la politica come opportunità per migliorare le condizioni della propria comunità”.