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Rieti, somministrate quasi centomila prime dosi “Fa più paura il Covid che il vaccino”

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Paola Corradini
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Cambio di rotta sui vaccini, con moltissimi no vax che tornano sui loro passi, tanto che le prime dosi hanno superato le seconde. E la ripresa delle prime dosi sta ad indicare che anche i più ostinati si stanno convincendo a vaccinarsi. Nel Reatino ad oggi sono circa 99 mila le prime dosi somministrate, le terze dosi sono arrivate a 10 mila ed oltre 2.000 sono le prenotazioni per le dosi booster. La querelle tra chi si è vaccinato e chi ancora non accetta di sottoporsi alla vaccinazione continua ogni giorno, ma c'è chi ha il coraggio di cambiare idea pur mantenendo i suoi dubbi.

 


 

“Ho cambiato idea perché alla fine fa più paura il Covid che il vaccino, ho insistito affinché i miei lo facessero da subito e quindi sarebbe stata un'incoerenza non farlo anche alla mia figlia più grande”. A parlare è Patrizia Franchi, madre di due splendidi ragazzi, una più grande e l'altro ancora in età non vaccinabile. “A Rieti – dice Patrizia - negli ultimi mesi i contagi erano quasi azzerati, si poteva stare beatamente.Tutto ciò aveva rafforzato ancora di più la mia convinzione di non fare il vaccino che avevo scelto di evitare per paura, solo per paura e non perché io creda a complotti di chissà quale genere. Paura perché i miei figli hanno solo me”. Patrizia sottolinea di aver “sempre creduto nella medicina, sono imbottita di farmaci anche ora, combatto da sempre contro l'emicrania, ho sperimentato sulla mia pelle ogni farmaco e pure gli anticorpi monoclonali appena usciti quindi a chi continua a blaterare dicendomi ‘non sai che c'è dentro manco là’ dico di riflettere prima di copiare e incollare ciò che non conoscono”. Poi, la scelta. “Una mattina apro il giornale – racconta Patrizia - e leggo che a Rieti si registrano quasi 500 contagi (nelle ultime ore 3 nuovi casi e 6 guariti con il totale dei contagi in provincia a 462) che per una provincia come la nostra sono davvero troppi, grazie anche ai tanti che si sentono immortali, alle feste senza controllo a chi pensava che fosse finito tutto e allora riappare prepotente lo spettro del Covid, quello che a marzo 2020 mi ha tenuta chiusa a casa, in lacrime ad ogni colpo di tosse, notti insonni, ansia per ogni quarantena a scuola dei bambini”.

 

 

Ma per Patrizia oggi c'è anche “un altro tipo di paura, quella di ammalarsi, quella dell'ospedale, quella di morire. E allora discorsi su discorsi con mia figlia, mille letture, mille dubbi, mille domande. Una gran confusione nella testa, ma alla fine ho fatto il vaccino che il mondo non lo salveremo opponendoci ad un vaccino”. Patrizia non è andata a vaccinarsi a cuor leggero e “forse non ci sarei andata”, ma anche stavolta ho avuto solo un pensiero. I miei figli. Ho ancora molto da vivere. Per loro. Il sistema non è dei migliori, non lo osanno, ma per le mie scelte rendo conto solo alla mia famiglia e ai miei due figli. Ho imparato a fare a meno di giudizi e consigli”.