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Rieti, trasporti. A primavera in funzione i treni trimodali

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Monica Puliti
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Non più treni bimodali (che possono viaggiare con alimentazione sia elettrica che diesel) per Roma passando per Terni, ma trimodali per ridurre significativamente le emissioni di anidride carbonica: quando le locomotive entrano in città si attivano le batterie, che si disattivano poi all’uscita dai centri urbani. “Un progetto cambiato in corso d’opera”, dice Gabriele Bariletti (consulente trasporti ferroviari con collaborazioni con le amministrazioni locali) annunciando quanto riferito nell’ultimo incontro, la scorsa settimana, da Trenitalia e Regione Lazio, presente anche Rfi con la direttrice dei lavori del compartimento di Ancona, Silvia Cavaliere.

 

“I 3 treni arriveranno la prossima primavera, di fatto il Covid ci è costato un anno di ritardi, con il costo dell’operazione rimasto invariato: 76 milioni”. Nel frattempo si sta andando avanti con le omologazioni trattandosi di mezzi – prodotti dalla Hitachi Rail a Pistoia - che non hanno mai viaggiato in Italia e per i quali va perciò verificata la compatibilità con la rete ferroviaria del nostro Paese. Ma le novità non finiscono qui. “L’ingegner Cavaliere – aggiunge Bariletti – ci ha messo al corrente del fatto che ci sono 65 milioni stanziati e spendibili, parte dei quali saranno utilizzati per rettificare (raccordare rettilinei e curve seguenti) 8 curve tra Marmore e Rieti: ciò consentirà di arrivare a Terni in 25 minuti; i lavori saranno completati entro il 2024. Verranno inoltre modificati gli impianti di alcune stazioni per rendere gli incroci più veloci come a Stroncone, Marmore, Greccio e Rieti (a Contigliano le tempistiche saranno più lunghe, si parla del 2026); un’ulteriore modifica per accorciare i tempi di percorrenza fino al capoluogo umbro”.

 

 

E, si spera, fino a Roma. Con l’arrivo dei trimodali le nostre littorine non andranno in pensione: “Realizzati a inizio degli anni Novanta dalla Fiat Ferroviaria, venduta nel 2000 alla società francese Alstom – racconta ancora Bariletti che sull’argomento ne sa una più del diavolo –, questi convogli erano una commessa per Israele, servivano in particolare per collegare Tel Aviv a Gerusalemme. La commessa non andò in porto e i treni vennero impiegati sulla linea Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona che presenta forti salite, a Rocca di Corno per esempio, proprio come il tragitto che avrebbe dovuto coprire in Israele. Per quanto bistrattati, sono realizzati con buoni materiali e, ancorché datati, funzionano bene e potrebbero funzionare ancora meglio se venissero sottoposti a una manutenzione più accurata”. E i reatini che salgono sulla littorina per motivi di lavoro o studio per raggiungere Terni o L’Aquila sanno bene di cosa si parla: servizi ridotti al minimo, guasti, ritardi e cancellazioni di cui gli utenti spesso non vengono informati.