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Palombara Sabina, villa occupata dai rom. Discarica nel giardino, multa ai proprietari

Luigi Spaghetti
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Oltre al danno subito anche la denuncia. Succede a Palombara Sabina e il protagonista di una vicenda che ha dell’incredibile è un uomo di 62 anni, Bruno Pasquire residente a Tivoli Terme ma proprietario, insieme ai due fratelli, di una tenuta di quasi 2 ettari nelle campagne della Sabina lasciatagli in eredità dal padre scomparso di recente. Nella tenuta anche un immobile di quattro appartamenti, una villa con piscina e un altro manufatto di servizio. Una storia attuale finita addirittura sulle cronache nazionali. L’incubo di Bruno, che di professione fa l’operaio, è iniziato nel 2015 quando alcuni cittadini di origine rom occupano la tenuta e gli immobili ereditati.

 

A nulla sono valsi i tentativi di far valere il proprio diritto di proprietario e di scacciare gli abusivi. Al contrario, come ha raccontato alla Vita in diretta su Raiuno e sui social, avrebbe ricevuto pesanti minacce, e con lui anche due fratelli di 22 e 19 anni che il padre Aniello ha avuto da un’altra relazione. Insomma di liberare quegli immobili il gruppo di otto cittadini dell’Est Europa non ci pensa proprio nonostante le tre denunce presentate ai carabinieri per l’occupazione della tenuta di via San Giovanni in Argentella. Anzi gli abusivi avrebbero addirittura trasformato la proprietà in una vera e propria discarica a cielo aperto. E proprio per quella discarica abusiva Pasquire e i suoi fratelli si ritrovano indagati a causa di una denuncia presentata dai carabinieri forestali di Palombara in Sabina per discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Montagne di spazzatura tra ingombranti, plastica, ferro, vetro e vestiario accatastati accanto a materassi, pneumatici, frigoriferi, lavatrici, scarti di lavorazione di materiale edilizio e rifiuti urbani non differenziati e rifiuti vegetali. Per non parlare di alcune carcasse di auto abbandonate con targhe straniere. Ormai stanco di questa situazione paradossale, Bruno e i suoi fratelli hanno deciso di rendere pubblica, più di quanto non lo fosse già, la storia e cercare di venirne a capo.

 

“Non sappiamo più cosa fare - ha raccontato Bruno Pasquire -. Nostro padre ci ha lasciato questa proprietà ma ci ritroviamo ad avere quattro appartamenti di cui 2 occupati e altrettanti distrutti (sono stati divelti i pavimenti per recuperare i tubi di rame per l’impianto di riscaldamento, ndr) e la villa e una dependance stracolme di rifiuti di ogni genere che evidentemente i cittadini dell’Est Europa vanno recuperando altrove. Siamo esasperati e chiediamo alle autorità di intervenire perché fino ad oggi nonostante le segnalazioni e le denunce fatte nessuno si è ancora mosso nonostante le rassicurazioni. Voglio che venga rispettato il nostro diritto di proprietari anche perché per quegli immobili e quella tenuta occupata abusivamente da altri, paghiamo regolarmente le tasse”. Mercoledì, intanto, dovranno presentarsi in tribunale per difendersi dal reato di discarica abusiva di rifiuti speciali"