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“In Municipio punto di primo accesso da sperimentale a eliminato”

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Monica Puliti
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In un momento in cui è già difficile far quadrare i conti “ordinari”, figuriamoci se quello che è stato più volte definito un “servizio sperimentale” non risenta delle ripercussioni date dal piano di riequilibrio appena varato. Così a Fara Sabina, dove sono già diversi in sofferenza, si scopre che anche il Punto di primo accesso è destinato a chiudere i battenti alla fine dell'anno, a seguito di una decisione presa dall'amministrazione comunale e già comunicata alla società appaltatrice. Per buona pace delle persone impegnate in questo servizio di accoglienza al pubblico, che si svolge presso la delegazione di Passo Corese. Questo, almeno, è quanto denunciano i consiglieri del gruppo di minoranza di “Fara bene comune”, che in una nota ricostruiscono le tappe della vicenda, dopo aver consultato gli atti depositati in Municipio. “Il servizio di punto di primo accesso, tanto pubblicizzato ed elogiato dal sindaco Davide Basilicata sulla sua pagina Facebook, nella quale lui stesso celebrava l'attivazione ‘in via sperimentale' del servizio, è stato in realtà appaltato con la firma del contratto lo scorso 28 marzo, quando il Comune era già entrato nella fase di riaccertamento straordinario - scrivono in una nota i consiglieri Gabriele Picchi, Danilo Maestri e Paolo Spaziani - il contratto, secondo quanto previsto, ha una durata triennale, e già questo lascia intendere quanto sia originale il concetto di ‘sperimentale' decantato da questa amministrazione. Ciò nonostante, l'impegno di spesa per questo servizio è di soli 29mila 261 euro, a fronte dei circa 40mila euro che servirebbero per arrivare a copertura almeno fino a dicembre, sempre secondo contratto. Passa il tempo, il servizio inizia a partire dal primo agosto scorso, e si arriva al 20 settembre, quando noi consiglieri di Fara bene comune, con un accesso agli atti, chiediamo formalmente di capire come si intende pagare il servizio. Dopo soli due giorni dalla nostra iniziativa - proseguono i tre consiglieri di minoranza - l'ufficio comunicava alla ditta appaltatrice che il servizio sarebbe cessato in data 31 dicembre, e in caso di non accettazione di questa modifica contrattuale, il Comune avrebbe rescisso unilateralmente l'accordo”. Non finisce qui. “Il 26 settembre la società di servizi risponde al Comune, accettando le richieste e concordando la fine del servizio alla fine dell'anno, dimezzando sia lo stesso sia il personale impiegato”. L'ennesimo pasticciaccio operato dall'amministrazione Basilicata, questo almeno è il giudizio del gruppo Fara Bene Comune. Paolo Giomi