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Rieti, allarme discarica. I rifiuti di Roma alle porte della Sabina

Paolo Giomi
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L’area tiberina torna di nuovo nei radar per il posizionamento della discarica a servizio della città di Roma. Sembra incredibile, ma tant’è. E’ delle ore scorse, infatti, l’anticipazione dell’edizione romana de La Repubblica secondo cui la direzione ambiente della Regione Lazio avrebbe espresso parere favorevole al posizionamento della nuova area di raccolta e stoccaggio dei rifiuti di Roma nell’ex cava di Magliano Romano, a due passi dal territorio dell’invaso del Tevere, che abbraccia la Sabina romana e reatina. Una battaglia che i territori dell’area hanno combattuto, e vinto, già dal 2014, ma che ora torna a manifestarsi con rinnovato vigore.

 

Forte anche del confronto che il neosindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, avrebbe tenuto nei giorni scorsi con i vertici di Acea, la municipalizzata controllata dal Campidoglio che però, secondo la ricostruzione de La Repubblica, controllerebbe a sua volta la società stakeholder del gestore dell’invaso di Magliano Romano. Il che, visti i recenti accordi tra Comune e Acea sullo smaltimento di quota parte dell’immondizia capitolina, renderebbe più che plausibile il posizionamento in terra tiberina della nuova discarica.

 

E qui, di nuovo, apriti cielo. Immediate le reazioni di tutti i sindaci del quadrante, a partire da quello di Magliano Romano, Francesco Mancini, che ha immediatamente chiesto spiegazioni alla Regione Lazio, nonché una nuova e tempestiva consultazione sulla vicenda. Sostegno unanime è arrivato pressappoco da ogni territorio, da Riano a Fiano Romano, passando per Capena e arrivando a Fara in Sabina, primo tra i Comuni della provincia di Rieti ad essere coinvolto, seppure di rimando, dal progetto. Questi municipi, anni fa, scesero in strada in blocco, con presidi, manifestazioni e picchetti stradali, allo scopo di bloccare l’iniziativa. E si prevede una nuova, congiunta battaglia contro l’arrivo della discarica a Magliano Romano. All’epoca il Comune di Fiano Romano, capofila del consorzio Cassia-Tiberina, fu uno dei principali promotori delle iniziative di lotta per contrastare il trasferimento dell’invaso nel quadrante nord della Capitale, e ora, con l’avvicendamento tra l’ex sindaco Ottorino Ferilli e il nuovo primo cittadino Davide Santonastaso, la musica non è cambiata. Anzi. Verosimilmente sarà ancora una volta il Comune di Fiano a guidare la protesta dell’area tiberina e Sabina, romana e reatina, verso un nuovo “fronte del no” in via di costituzione.