Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, spaccio. Ex operaio del cimitero condannato a 6 anni

  • a
  • a
  • a

Uno spacciatore reatino, G.L., di 37 anni, arrestato dagli agenti della squadra mobile della Questura di Rieti nel settembre del 2020 nell’ambito di una attività antidroga, è stato condannato dal Tribunale di Rieti a 6 anni di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per il reato di spaccio di cocaina e di hashish. Lo spacciatore, all’epoca dei fatti dipendente comunale in servizio presso il cimitero di Rieti, era stato arrestato dalla Polizia di Stato in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Rieti grazie alle indagini effettuate dagli agenti della squadra mobile reatina che avevano evidenziato come l’uomo gestisse una fiorente attività di spaccio in ambito locale, avvalendosi di due cittadini polacchi che, durante le indagini, furono arrestati poiché trovati in possesso di oltre 5 chili di hashish.

 

Le indagini degli investigatori della polizia avevano evidenziato come l’uomo aveva effettuato numerosi viaggi per approvvigionarsi di stupefacenti a Roma, nel quartiere Bastogi, insieme alla propria figlia minore per non destare sospetti ed in una occasione,  durante il proprio turno di lavoro, era anche stato individuato per aver ceduto oltre 25 grammi di hashish ad un suo collega. Le attività di spaccio, commesse anche con la collaborazione di altri due reatini, padre e figlio, che, nella circostanza, erano stati trovati in possesso di oltre 20 grammi di cocaina, avevano interessato, oltre l’area contigua il Cimitero Comunale, il quartiere di Campoloniano ed il Comune di Contigliano.

 

Lo spacciatore, nell’estate del 2020, poco prima di essere arrestato, sospettando di essere sotto indagine da parte della polizia si era anche trasferito nella Capitale continuando nelle sue attività di spaccio mentre era all’interno del Cimitero del Verano. Il Tribunale di Rieti presieduto dal giudice Giovanni Porro, al termine del processo svoltosi con rito abbreviato che prevede, quindi, la riduzione di un terzo della pena, ha condannato G.L. a 6 anni di reclusione ed a 23.000 euro di multa. Nel medesimo procedimento penale, il suo giovane collaboratore G.I. è stato invece condannato alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione.