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Rieti, morto Bruno Vella. Senatore del Psi e protagonista della politica anni '80: aveva 88 anni. Il cordoglio dei socialisti

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È morto ieri sera (sabato 13 novembre), all’età di 88 anni il senatore e avvocato Bruno Vella. Personaggio di primissimo piano della poltica reatina degli anni ’80. Vella è stato presidente della Provincia di Rieti dal 1975 al 1982 e sindaco di Rieti per una parentesi breve a inizio anni ‘80, da marzo 1982 al settembre 1983. Questo perché Bruno Vella divenne senatore della Repubblica dal 1983 al 1992, con il Partito Socialista Italiano. Sentito il cordoglio da parte dell’intera cittadinanza e messaggi di vicinanza alla famiglia sono giunti da diversi esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni cittadine. I funerali del senatore si terranno a Rieti, a Regina Pacis, martedi 16 novembre alle ore 10:30.

 


Il ricordo del consigliere comunale del Psi Carlo Ubertini. “Tanto sulla base dell’affinità politica, quanto in forza di un rapporto familiare, invio l’estremo saluto al Senatore Bruno Vella. In una delle ultime conversazioni, mi rivelò che venne attratto e coinvolto nella sfera politica direttamente da mio padre. La sua figura si identifica con il periodo di massima rilevanza del socialismo italiano, momento nel quale seppe rivestire le maggiori cariche a livello locale ed affermarsi in sede nazionale con l’elezione a Senatore della Repubblica. Dalla netta tempra riformistica e dal costante ascolto ai bisogni, con Bruno Vella dilegua l’espressione di una cultura politica inclusiva, fatta di confronto e dialogo, incline ad una costante, paziente, saggia tessitura. Atteggiamenti inscritti in un’epoca della politica ancora ispirata da chiari riferimenti culturali e da un senso di appartenenza, nella cornice di un’impresa collettiva, e nell’orizzonte di un progetto.

 

"D’altra parte le caratteristiche descritte, in Bruno Vella non derivavano solo dall’impronta storica ma, anche, dalla dimensione umana, perennemente contrassegnata dal sorriso, dalla disponibilità e da una laica spiritualità, ad un tempo testimoniata ed alimentata dalla sua spiccata passione per l’arte e per la natura. La cifra progettuale di un’impresa collettiva seppe declinarla anche in privato, edificando un nucleo familiare, con la moglie professoressa Giacinta ed il figlio avvocato Andrea, di alta dignità”, conclude.