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Rieti, no vax morto a 55 anni. Ora è corsa alle dosi

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"Una morte che si poteva evitare”. In questa frase c’è tutta la rabbia degli operatori sanitari della Asl all’indomani della morte del 55enne di Nerola deceduto a causa di complicazioni polmonari dovuti al Covid. L’uomo non era vaccinato così come la famiglia e, avrebbe trascurato il sorgere dei primi sintomi fino a quando la situazione non è degenerata e sfociata nel decesso avvenuto al pronto soccorso dell’ospedale reatino dove era stato trasferito con il quadro clinico ormai compromesso. Anche i familiari (moglie e due figli minorenni) sono stati sottoposti a tampone molecolare per assicurarsi che non risultino contagiati. “Sminuire l’importanza della vaccinazione e i sacrifici che abbiamo fatto in questo terribile periodo non è razionalmente spiegabile che non perde occasione per appellarsi a quanti ancora non lo sono o comunque non ancora terminato il primo ciclo” sottolinea il direttore generale Asl Marinella D’Innocenzo.

 

Una notizia sconvolgente ma che ha avuto l’effetto di vedere aumentare il numero delle prenotazioni per la vaccinazione. Aumentano i positivi (nelle ultime ore si sono registrati 44 nuovi casi di cui 12 a Rieti e 7 persone a Magliano Sabina di cui 2 ricoverate in ospedale, a fronte di 28 guariti ma con il totale salito a 432) e tornano le code al drive in Asl in via del Terminillo. Non siamo ai livelli dello scorso anno, più o meno nello stesso periodo, ma sicuramente l’afflusso è superiore rispetto ad appena un paio di settimane fa. Sono tante le persone che vogliono sottoporsi a screening, visto l’alto numero di nuovi casi in città e in provincia. Negli ultimi venti giorni l’azienda sanitaria ha visto raddoppiare il numero dei tamponi molecolari e non solo per l’effetto green pass. Sono stati oltre 7.200 con una media giornaliera di quasi 500 tamponi. Così come sono aumentate le prenotazioni per le vaccinazioni.

 

“Questo numero – fanno sapere dalla Asl reatina – è direttamente proporzionale all’attenzione che l’azienda e i suoi operatori prestano alle attività di monitraggio, prevenzione e contrasto alla Sars CoV-2”. L’aumento dei casi positivi registrato in provincia “è riferibile in larga parte alle stringenti modalità di tracciamento adottate dalla Asl sin dall’inizio dell’anno scolastico in particolare nelle scuole dell’infanzia e delle primarie dove la popolazzone scolastica è compresa nelle fasce di età che ancora non possono vaccinarsi”. I casi di positivi al virus per circa il 95% sono asintomatici mentre per i soggetti contagiati in età superiore a 12 anni, l’85% non è vaccinato mentre il restante 15% ha terminato il ciclo vaccinale più di 6 mesi fa. Quanto ai ricoveri la situazione al De Lellis è sotto controllo nel senso che i casi ospedalizzati sono al momento trascurabili rispetto allo stesso periodo del 2020 e nessuno è ricoverato in terapia intensiva.