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La caccia al cinghiale si apre ma non a Rieti: Libera Caccia e Italcaccia in trincea

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Monica Puliti
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Scatta la protesta dei cacciatori e delle loro associazioni di rappresentanza. Tra le altre, veementi proteste sono arrivate nelle ultime ore dall'associazione Libera Caccia di Rieti, con il suo rappresentante Alfio Guarnieri, e dall'associazione Italcaccia del presidente Vincenzo Ricci. Tutto nasce dal fatto che nel territorio dell'Atc Rieti 2 l'attività della caccia al cinghiale non avrà inizio domani, come invece negli altri Atc laziali, ma è stata rinviata a data da destinarsi. "La cosa, ovviamente, non è passata inosservata alle migliaia di cacciatori reatini che, seppur tolleranti, stanno manifestando democraticamente ma con vigore il loro disappunto minacciando manifestazioni e sollecitazioni varie - scrive Ricci in una lettera indirizzata a varie istituzioni, a partire dalla Regione Lazio - spingendo le associazioni venatorie ad agire verso quello che considerano essere un sopruso". "Una decisione grave, che contestiamo duramente e che rischia di penalizzare ancora di più i cacciatori - afferma Guarnieri - senza considerare, inoltre, i danni che i cinghiali continuano a produrre al territorio e che rischiano di aumentare considerevolmente. I cacciatori non possono essere trattati in questo modo. Ora basta". La richiesta che sta montando da più parti - non solo dalle associazioni citate - è che le istituzioni, in primis la Regione Lazio, si adoperino per fare in modo che anche le squadre e i cacciatori ricompresi nell'Atc Rieti 2 possano avere lo stesso diritto di iniziare l'attività al pari dei colleghi degli altri Atc laziali. Se il problema non dovesse risolversi nel giro di qualche ora, vari cacciatori minacciano di intraprendere anche azioni legali a tutela della categoria. Marco Fuggetta