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Tentò di violentare una 19enne. Due anni e mezzo di condanna

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In tribunale

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L’aveva avvicinata e  le aveva messo un braccio intorno al collo minacciandola con l’intenzione di portarla in un luogo appartato per abusare di lei. Una vicenda di tre anni fa che si è conclusa, almeno nel giudizio di primo grado, in un’aula del Tribunale di Tivoli. Il giudice, infatti, ha condannato per tentata violenza sessuale a 2 anni e 6 mesi di reclusione C.J., cittadino di origini rumene di 21 anni residente in provincia di Frosinone.

 

 


Il fatto, come detto, era avvenuto nel novembre del 2018 al capolinea Cotral della stazione ferroviaria di Fara in Sabina. Secondo la ricostruzione della Procura, il cittadino rumeno, con precedenti penali per reati contro il patrimonio commessi da minorenne, intorno alle ore 13 appena sceso dal treno notò una ragazza italiana residente a Passo Corese che all’epoca dei fatti aveva 19 anni. Vedendola da sola il giovane l’aveva avvicinata, mettendole un braccio intorno al collo, toccandole i capelli e strattonandola più volte. Secondo quanto testimoniato dalla ragazza le avebbe anche intimato di non urlare altrimenti le avrebbe tagliato la gola. Minacce accompagnate da frasi scurrili sul fatto che da tempo non avesse avuto rapporti sessuali con una donna. A quel punto la vittima pur terrorizzata dall’aggressione ha avuto il coraggio di chiedere aiuto richiamando l’attenzione di un addetto Cotral di Montelibretti in servizio al capolinea. Solo a quel pumnto il giovane romeno avrebbe desistito dal suo intento anche perchè subito fermato dai carabinieri accorsi nel frattempo su segnalazione di alcuni testimoni. Nell’udienza finale la Procura aveva proposto una condanna a due anni e 4 mesi, mentre il Collegio giudicante del tribunale di Tivoli è andato oltre infliggendo una pena di due mesi superiore alla richiesta senza concedere all’imputato le attenuanti generiche.

 

 

Un provvedimento giudicato molto severo dal legale difensore che ha già annunciato di ricorrere in Appello. Infatti, secondo quanto dichiarato dalla difesa “il Tribunale non avrebbe tenuto in considerazione che il giovane era pieno di alcol al momento del fatto e dall’infanzia difficile in quanto cresciuto da solo. Più che violenza è stato un approccio sgarbato, sgradevole e volgare, un comportamento grave, ma senza alcun fine sessuale. Erano le ore 13, in pieno giorno, alla stazione c’erano tantissimi pendolari e non c’è alcun luogo isolato dove avrebbe potuto consumare l’eventuale violenza”. Soddisfazione è stata invce espressa dai legali della vittima che all’epoca dei fatti aveva appena 19 anni.