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Rieti, ascensore di San Pietro Martire. Il Tar dà ragione al Comune

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Paola Corradini
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Il Tar del Lazio ha disposto la sospensione del provvedimento con cui il Ministero delle Infrastrutture aveva negato il rilascio del nulla osta alla messa in esercizio dell’ascensore di via San Pietro Martire, accogliendo così, l’istanza cautelare presentata dal Comune di Rieti. A seguito del provvedimento, entro il termine di sessanta giorni, l’ufficio ministeriale competente dovrà esaminare la domanda formulata dal Comune per ottenere l’autorizzazione necessaria all’attivazione dell’impianto. Ciò alla luce della documentazione con cui l’Amministrazione aveva già chiaramente dimostrato la conformità alla normativa vigente all’epoca della sua realizzazione.

 

“L’auspicio è che il Ministero finalmente voglia concedere ai cittadini di Rieti il diritto ad usufruire dell’ascensore di collegamento tra via San Pietro Martire e Piazza Cesare Battisti – spiega l’assessore Antonio Emili - in modo tale da premiare lo sforzo dell’amministrazione che aveva portato a compimento l’opera già nel dicembre del 2019 al fine di migliorare l’accesso e di valorizzare del nostro centro storico”.  Ora sembra arrivato il momento di vedere la parola fine per quella che il sindaco Cicchetti, qualche settimana fa aveva definito “una favola per responsabilità di un ministero che ci ha costretti ad impugnare la loro risposta con la decisione di non darci l'autorizzazione per mettere in esercizio questo ascensore praticamente pronto”. Ascensore pronto da due anni ma nel frattempo erano cambiate le norme e tutto è rimasto fermo, nonostante, come dichiarò al Corriere di Rieti l'assessore all'Urbanistica Antonio Emili “In attesa dell'autorizzazione è stata completata la ripavimentazione dell’area di Piazza Cesare Battisti dove l'ascensore salirà sia trasportando pedoni che ciclisti”.

 

“Con il cambio delle norme – ha spiegato Cicchetti – si è arrivati ad un rimpallo che in Italia è diventata ormai un’altra norma e allora non c'era altro da fare che impugnare questa decisione soprattutto perché in Umbria, con le stesse condizioni hanno rilasciato l’autorizzazione. Quindi abbiamo invocato la disparità di trattamento”. Ora il Tar si è pronunciato e tra massimo due mesi si dovrebbe arrivare alla tanto sospirata inaugurazione. “L'ascensore è stato già collaudato regolarmente – ha spiegato il sindaco – e quindi non esistono preoccupazioni circa la tenuta visto che tutto è stato dichiarato a norma e nessuno avrebbe firmato se non ci fossero state le basi per farlo”.