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Rieti, elezioni comunali. Terzo polo: ipotesi Carlo Ubertini come candidato sindaco

Alessandro Toniolli
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Manovre al centro, l’ipotesi di terzo polo per le elezioni comunali di Rieti sembrano tutt’altro che tramontate e si fa sempre più insistente l’ipotesi di Carlo Ubertini candidato sindaco. Con velocità diverse e problemi diversi i due grandi schieramenti di centro - destra e centro - sinistra tardano ad ufficializzare i nomi dei loro candidati, in attesa di incoronare quello in grado di coinvolgere il maggior numero di forze politiche e sociali. Ma tutti quelli fatti fino ad ora, Daniele Sinibaldi e Simone Petrangeli su tutti, sembrano trovare difficoltà a monopolizzare il consenso del proprio campo. In questa situazione sembra prendere forza la possibilità di una candidatura che nasca proprio dall’unione di quelle forze che con maggiore decisione manifestano le proprie perplessità.

 

Due giorni fa si è tenuta una riunione a cui hanno partecipato esponenti del Partito Socialista, Azione, Italia Viva, Nome Officina e Uniti per Rieti e sembra che, accanto ad una proposta politica per l’amministrazione del capoluogo si sia anche fatto il nome di chi potrebbe meglio di tutti rappresentare questo nuovo schieramento e sarebbe quello di Carlo Ubertini, attualmente consigliere comunale del Partito Socialista e già assessore all’Ambiente e all’Agricoltura dell’ultima giunta targata centrosinistra. Un nome non del tutto nuovo nelle discussioni intorno alle elezioni comunali del 2022, soprattutto un nome che, oltre a rassicurare l’area moderata, potrebbe far riflettere elettori e forze politiche. Carlo Ubertini potrebbe raccogliere il consenso della parte più moderata e civica del centrodestra, difficilmente potrebbe far recedere dai propri intendimenti il sindaco nella cui giunta ha militato, un Simone Petrangeli che sembra determinato più che mai a scrivere il suo nome sulle schede elettorali, ma potrebbe forse fare breccia in un Partito Democratico che questa volta tentenna a offrire il proprio appoggio incondizionato all’ex primo cittadino.

 

 

In fondo i dirigenti PD, impegnati nello sciogliere i nodi di una matassa che questa volta appare intricata più che mai, hanno sempre dichiarato di puntare ad uno schieramento ampio, un “campo largo”, aperto al civismo ed alle forze moderate, e questa potrebbe rivelarsi una occasione. Al momento si tratta solo di congetture e analisi politiche, nulla di ufficiale, ma certamente si tratta di uno scenario plausibile.