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Rieti, infortuni Covid. Nel Reatino 320 denunce

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Lu. Fe.
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Quante sono state le denunce di infortunio sul lavoro da Covid a Rieti e provincia? Quante le vite spezzate nel nostro territorio? Quanti i contagi in tutto il Lazio? Sono domande alle quali risponde l’approfondimento realizzato dalla Uil di Rieti e della Sabina romana. Elaborando i dati dell’Inail, il focus del sindacato di viale Matteucci certifica che da gennaio 2020 al 30 settembre 2021 le infezioni di origine professionale nel nostro territorio sono state 320, corrispondenti al 2,6 per cento del totale dei contagi di tutta la regione.

 

Le donne sono state le più esposte al virus. Una particolarità, questa, che si riscontra in tutte le province laziali, tanto da portare il numero totale dei contagi covid al femminile alla cifra di 7268, mentre tra gli uomini il dato si è attestato a 4824. Mettendo a fuoco il territorio reatino, emerge che da gennaio 2020 a settembre 2021, l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul lavoro ha registrato 227 denunce tra le donne e 93 tra gli uomini. La classe di età più colpita è stata quella tra i 50 e i 64 anni, con 160 contagi, 119 le infezioni registrate nella fascia di età compresa tra i 35 e i 49 anni, mentre tra gli under 35 e gli over 64 le denunce sono state rispettivamente 35 e 6. Le segnalazioni che hanno avuto un esito irreversibile, sfociando nella morte, sono state due.

 

 

Dallo studio della Uil di Rieti si scopre altro: da inizio pandemia le morti per questa specifica tipologia di infortunio nella nostra regione sono state 81, 46 nel 2020, 35 in questi mesi del 2021. Sempre su scala regionale, delle 12092 denunce totali registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria il 74,3 per cento sono riconducibili al 2020, il 25,7 per cento ai primi nove mesi di quest’anno. Complessivamente a Roma e provincia le infezioni sono state 9616, in Ciociaria 826, nell’area Pontina 850 e nella Tuscia 480. Tra le attività produttive che hanno pagato il prezzo più alto alla pandemia nel nostro Paese, il settore della sanità e assistenza sociale (con ospedali, case di cura e di riposo, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili) si conferma al primo posto, con il 65,1 per cento delle denunce e il 22,7 dei decessi codificati, seguito dall’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità, Asl e amministratori regionali, provinciali e comunali), con il 9,2 per cento delle infezioni e il 10,5 per cento dei casi mortali. “Tornando nella nostra provincia - dice Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina romana - rispetto alla precedente rilevazione di agosto, il nostro territorio ha registrato un contagio di origine professionale in più, che ricade nella fascia di età tra i 35 e i 49 anni. Soltanto due province sono state risparmiate da ulteriori infezioni: Latina e Viterbo. Mentre Roma e Frosinone ne hanno registrate altre: 111 nella Capitale e tre in Ciociaria”.