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Rieti, appello di Cicchetti: "Libertà religiosa e dialogo con tutti"

Paola Corradini
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Vent'anni fa decidemmo di fare un discorso di rottura per riannodare fili interrotti dalla bestialità umana. E decidemmo di farlo nel momento più difficile, a poche settimane dell'attentato alle Torri Gemelle, ma la gente capì e si radunò sotto quel palco e l'opinione pubblica nazionale ritenne giusta e meritoria quell'iniziativa. Pensiamo che anche in questo momento, nel quale si riaccendono frizioni inutili, sia opportuno ripetere l'iniziativa, per ricordare e rilanciare quel messaggio. Libertà religiosa e possibilità di dialogare con tutti: questo spirito vogliamo che venga custodito anche in futuro". Questa la parte centrale dell'intervento del sindaco Antonio Cicchetti in occasione del ventennale dell'apertura del Cimitero multiconfessionale di Rieti, avvenuta ieri. Una realizzazione, fece notare allora ai presenti, il vescovo Delio Lucarelli, che veniva inaugurata “in un periodo di forti tensioni nel mondo tra cristiani, musulmani, ebrei”. Lo ricordano in tanti quel giorno quando il Cimitero di Rieti accolse un'intera città unita in preghiera per un evento prezioso, maturato nel segno del Dialogo e della Pace, per dare un senso a quanto stava accadendo e nel segno della speranza.

Anche allora c'era il primo cittadino Antonio Cicchetti che volle fortemente la realizzazione della nuova parte e che fosse dedicata a musulmani ed ebrei. Un gesto che lascio un segno e pochi dubbi, se non in quanti avevano, oggi come allora, la capacità di criticare e basta. In un pomeriggio piovoso si sono ritrovati presso il sagrato della chiesa del cimitero: la comunità islamica di Rieti guidata dall'Imam Mohamed Ahardan, accompagnato da Aziz Darif e rappresentanti della comunità che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento accettando da subito l'invito del sindaco Cicchetti. E' stato proprio il sindaco a sottolineare “Il senso e la direzione di un percorso iniziato venti anni or sono” e dello stesso parere sull'importanza di un cimitero interreligioso, in un momento particolarmente difficile, il Prefetto di Rieti, Gennaro Capo, il Console Generale del Regno del Marocco a Roma, Abdelhak Jnyiene e il Consigliere per gli Affari Consolari e della Comunità dell'Ambasciata del Marocco, Mohamed El Kassimi.

E' l'”Ave Maria” suonata al piano dal maestro Domenico Poccia e cantata da Federico Piermarini a regalare quei minuti di silenzio che unisce. Poi gli interventi del vescovo di Rieti, Domenico Pompili, di Padre Horban Constantin della Chiesa Ortodossa Rumena, di Stefano Ridolfi, in rappresentanza della Comunità Ebraica Riformata e il Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia, Redouane Abdellah. Al termine è il momento della Preghiera Ecumenica Interconfessionale con ogni comunità religiosa che ha proposto un momento di preghiera nel segno del dialogo, dell’integrazione e della pace. E da Rieti, dopo vent'anni, è arrivato ancora una volta, un messaggio di pace, concordia e rispetto.