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Covid Rieti, terza dose per 100 operatori sanitari del De Lellis

Paola Corradini
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Ieri primo Open Day al de’ Lellis per la somministrazione della terza dose del vaccino anti-Covid19 e la co-somministrazione del vaccino antinfluenzale al personale sanitario. Una giornata che ha visto oltre 100, tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari scegliere la somministrazione definendola un “Atto di responsabilità. Necessario a mantenere elevata risposta immunitaria”. A circa un anno dal V-Day, che segnò l’avvio della Campagna vaccinale a Rieti e provincia, sono 450 al momento i sanitari che lavorano presso l'ospedale che si sono prenotati per la terza dose.

L’Open Day anticipa un Piano vaccinale che coinvolgerà tutti gli operatori aziendali, sia dell’ospedale che delle strutture territoriali.   Nel Punto vaccinale allestito al de' Lellis sono previste sedute dal lunedì al sabato dalle 14 alle 18. Altre somministrazioni in terza dose ci saranno anche presso gli hub ex Bosi di Rieti e Amazon di Passo Corese e presso le sedi del Distretto Rieti 1 e del Distretto 2 Salario Mirtense.    “La popolazione residente nella provincia di Rieti ha dimostrato fino ad oggi grande senso di responsabilità – spiega la Direttrice Sanitaria Assunta De Luca - sono 194.000 al momento le dosi somministrate e 93.000 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. La ricerca e i vaccini ci hanno ridato spazi di libertà e la possibilità di riprendere in mano le nostre vite. E’ necessario proseguire su questa strada e frenare il nuovo aumento dei contagi, mantenendo un’elevata risposta immunitaria. Vaccinarsi in terza dose significa proprio questo, mettersi al riparo dal virus e dalle sue varianti”. A sostenerlo anche la dottoressa Alessandra Ferretti direttore di Terapia Intensiva che, subito dopo la terza dose, si siede e ricorda “quando non avevamo più posto per accogliere i malati Covid. Oggi invece è una bella giornata perché ci troviamo alla terza dose per gli operatori sanitari; sicuramente un passo avanti ma c’è ancora da fare perché i numeri stanno crescendo e il pericolo rimane e il rischio c’è sempre e dobbiamo prepararci all’eventualità di un altra ondata, speriamo che non accada”. Per la Ferretti “sicuramente la vaccinazione ci proteggerà e i sintomi saranno meno importanti. Per questo ci si deve vaccinare, ce lo dimostrano i numeri in salita e più aumentano i numeri, più c’è la possibilità che chi si ammala e non è vaccinato vada incontro a patologie respiratorie importanti”. E poi “l'invito a vaccinarsi assolutamente perché solo con la vaccinazione possiamo sconfiggere questo mostro, non c’è altra possibilità io mi auguro che i giovani e non giovani facciano il vaccino altrimenti ci saranno altri morti e altre malattie anche gravi”.

Sulla stessa linea d'onda il dottor Vincenzo Spina direttore del Materno Infantile: “Molte persone non hanno ancora fatto la prima dose – spiega ancora seduto sulla poltrona dove è stato appena vaccinato con la terza dose e con l'antinfluenzale – e questo potrebbe essere un problema in futuro perché il virus continuerà a circolare e a mutare come ci insegnano gli scienziati e dunque rischiamo di cronicizzare un’infezione e di dover fare chissà quante altre dosi”. Su quanti rifiutano la vaccinazione Spina è chiaro: “Togliendo le frange negazioniste che non voglio neanche commentare, mi permetto di dire che nessun vaccino ha ucciso più di 100.000 persone in 11 mesi come ha fatto il Covid solo nel nostro Paese, per cui le paure delle reazioni al vaccino dovrebbero invece essere ricondotte ad un alveo di razionalità e pensare a tutte quelle immagini che abbiamo avuto davanti come i camion a Bergamo e a tutte le disgrazie che ci è toccato sentire e vedere nei telegiornali tutti i giorni per un anno intero”.