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Rieti, Covid. Il Comune di Fara Sabina chiede un drive in pediatrico

Pa. Gio.
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Mentre il nuovo incremento dei contagi sul territorio della provincia di Rieti – e più in generale della Regione Lazio -, e la necessità per chi ha deciso di non fare il vaccino anti-Covid di ricorrere al tampone per ottenere il green pass obbligatorio per recarsi al lavoro, rimettono in discussione la data ultima di domenica 31 ottobre per la cessazione delle attività dei drive-in, da Fara Sabina il comitato dei 14 Comuni del territorio capitanato dal secondo Municipio della provincia di Rieti rinnova la richiesta, rivolta ai vertici della Regione Lazio e a quelli della Asl di Rieti, di istituire un drive-in esclusivamente pediatrico nella parte bassa del Reatino.

 


 

“Era il 24 novembre 2020 quando fu recapitata formalmente all’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, e al direttore generale della Asl di Rieti, Marinella D’Innocenzo, la richiesta di un drive-in esclusivamente pediatrico a Fara in Sabina, firmata dal sindaco Roberta Cuneo e da altri 13 sindaci della Sabina reatina e romana, per monitorare e tutelare la salute dei bambini in età scolare e prescolare. Una richiesta ufficiale di ben 14 Amministrazioni che non ha mai ricevuto risposta”. A parlare è il vicesindaco farense, che è anche assessore alla sanità, Simone Fratini, che ricorda come “finora, con sforzi straordinari, insieme alle tante realtà del territorio, abbiamo sempre dato soluzioni immediate sul versante della prevenzione e del monitoraggio del virus nelle scuole. Per questo continuiamo a credere che un drive-in dedicato ai bambini sarebbe un importante presidio sanitario in un territorio come il nostro”.

 

 

“Essendoci due atti formali da parte di questa Amministrazione - prosegue -, uno in particolare risalente al 24 novembre 2020 firmato insieme ad altri 13 Comuni, chiediamo all’opposizione (il gruppo consiliare Fara Merita ha appena formalizzato un appello rivolto proprio ai vertici di Regione e Asl che chiede, in sostanza, la stessa cosa, ndr), di unirsi a noi nel chiedere quantomeno una risposta su questa richiesta da parte degli enti competenti, nell’interesse della comunità, senza bandiere ma con l’unico intento di dare un ulteriore servizio alle famiglie”.