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Rieti, morto nella centrale a biomasse a Ponticelli. Partite tre inchieste

Lu. Spa.
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Sono ancora tutte da chiarire le cause che hanno portato al decesso di un operaio romeno di 28 anni, Cristian Lungu, dipendente della società che gestisce la centrale a biomasse di Ponticelli nel Comune di Scandriglia. La tragedia si è consumata lunedì pomeriggio durante una ispezione che lo stesso Lungu stava facendo nel tunnel di collegamento delle vasche di decantazione di biomasse. L’operaio avrebbe prima perso i sensi a causa delle esalazioni tossiche prodotte dai materiali in lavorazione all’interno del tunnel.

 

La morte potrebbe essere sopraggiunta per asfissia ma questo potrà essere confermato soltanto dall’autopsia sulla salma del giovane. Nel frattempo si sarebbero aggravano anche le condizioni di un altro operaio 48enne, anche lui come la vittima residente a Poggio Nativo ma dipendente di una ditta esterna. Quest’ultimo sarebbe intervenuto in soccorso quando si è reso conto che il connazionale non rispondeva più ai suoi richiami. Quindi il disperato tentativo di soccorrerlo e tirarlo fuori dal tunnel che per poco non gli è costata la vita. Sarebbe riuscito a venir fuori dal tunnel di collegamento delle vasche di decantazione di biomasse appena in tempo anche se poi, le sue condizioni sono apparse serie e hanno consigliato i sanitari del 118 al trasferimento all’ospedale De Lellis in codice rosso per un principio di asfissia.

 

Attualmente si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Solo lui, unico testimone dell’incidente, potrà fornire elementi utili per stabilire come siano andate effettivamente le cose. Sulla ricostruzione dei fatti, per ora, sono soltanto ipotesi al vaglio della Procura di Rieti con i carabinieri di Scandriglia che stanno continuando le indagini nell’area che ospita la centrale a biomasse al momento posta sotto sequestro. Al tre due inchieste sono state avviate dall’Ispettorato del lavoro giunto sul posto e dalla Asl che dovranno accertare se fossero state applicate tutte le norme di sicurezza nell’impianto a cominciare dall’impianto di aereazione dei tunnel. La vittima, Cristian Lungu, si occupava della gestione dell’impianto ed era, a detta dei colleghi, esperto nelle procedure da svolgere e ai protocolli previsti. Nel frattempo è giunta da Londra la sua famiglia, accorsa appena informata della tragedia, subito accolta con affetto dalla popolazione di Scandriglia e Poggio Nativo.