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Rieti, spaccio. Carabinieri e polizia: "La città nuovo crocevia della droga”

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Alessandro Toniolli
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La provincia di Rieti all’80° posto della classifica per indice di criminalità si conferma una delle più tranquille d’Italia, anche se meno rispetto all’anno precedente quando occupava il 95° posto. Il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Bruno Bellini ed il questore Maria Luisa Di Lorenzo confermano l’immagine resa dalla ricerca de Il Sole 24Ore, si dicono soddisfatti del lavoro svolto, anche se mettono in guardia soprattutto rispetto alle possibili infiltrazioni che potrebbero giungere dalla vicina Roma. I dati fotografano i delitti “emersi” in seguito alle segnalazioni alle forze dell’ordine, prima risulta Milano con un totale di 4.866,3 denunce ogni 100.000 abitanti, ultima Oristano con 2.582. Per quanto riguarda la provincia di Rieti il dato rapportato ad una popolazione di 100.000 abitanti è di 2.384,1 denunce, mentre il totale effettivo è stato di 3.677.

 

Anche l’analisi per tipologia di reato consegna una immagine di complessiva tranquillità, anche se spicca un 24° posto per le truffe e le frodi informatiche, con un totale di denunce di 448,7. Il comandante dei carabinieri Bruno Bellini, fra i fattori che concorrono a mantenere Rieti una realtà serena inserisce l’indole degli abitanti “onesti e genuini”, ma sottolinea come questo sia anche “un onere difficile che richiede il massimo impegno, perché la popolazione e le autorità si attendono di continuare a vivere in quest’isola felice come giusto che sia”. Questo porta l’Arma a confermare rinnovare l’impegno soprattutto su tre filoni principali “la ricostruzione dove dobbiamo tenere alta l’attenzione sul controllo dei cantieri prevenendo infiltrazioni che fino ad oggi non abbiamo riscontrato; la Sabina come area di passaggio che può essere oggetto di scorribande favorite dalle vie di comunicazione; il terzo filone è quello della droga, con sostanze stupefacenti di cui purtroppo non si riesce ad arrestare il consumo e lo spaccio nonostante la volontà e l’impegno, anche a causa di una errata percezione diffusa soprattutto tra i più giovani, situazione che ci spinge ad agire con attività di prevenzione e repressione principalmente nelle scuole”.

 

Per il questore Maria Luisa Di Lorenzo ricorda “l’attività costante svolta da tutte le forze dell’ordine sul territorio”, ma anche come Rieti possa essere considerato “un crocevia, una terra di passaggio dalla vicina Roma, soprattutto per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti. Le nostre operazioni sono proprio dirette ad impedire e stroncare sul nascere questo fenomeno”. Una provincia che cambia, soprattutto nell’area di Passo Corese e che porta a confrontarsi anche con manifestazioni come quelle recenti presso il polo della logistica “ma anche in quel caso la situazione è stata gestita nella massima tranquillità, soprattutto grazie ad un dialogo costruttivo con le maestranze coinvolte”. Insomma “una provincia dove si vive con tranquillità, ma dove le sentinelle sono sempre all’erta”.