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Rieti, rubano merce per 50 mila euro. Chi sono i tre magazzinieri che saccheggiavano i pacchi | Video

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Paola Corradini
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Una storia di cronaca che, per come si è svolta e soprattutto per come è finita, potrebbe essere un remake del celebre film con Totò e Peppino “La banda degli onesti”, solo che di onesto c'è ben poco. Questa volta non si tratta di banconote false, ma di pacchi che arrivavano nel magazzino di stoccaggio di una ditta di spedizioni e che tre dipendenti reatini, giovanissimi e incensurati, aprivano per poi rubare la merce di valore

 

 

Per loro, al termine dell'operazione messa a segno a Cittaducale dai carabinieri del del Nucleo Operativo e Radiomobile, è scattata la denuncia per furto aggravato commesso all’interno dei magazzini della ditta. I tre, amici anche al di fuori del luogo di lavoro, approfittando del ruolo di addetti al deposito regolarmente assunti, avevano messo su un vero e proprio piano che, ahi loro, pensavano potesse andare avanti senza che nessuno se ne accorgesse, soprattutto perché erano convinti che le videocamere di sorveglianza fossero spente. Al momento dell'arrivo dei pacchi in magazzino intercettavano le spedizioni, aprivano i colli e, con molta cura, sceglievano quelli che contenevano oggetti di valore. Al termine dello “smistamento” caricavano la merce sulle loro auto, parcheggiate all'ingresso del magazzino allontanandosi indisturbati. I furti avvenivano quando i tre erano da soli o nei fine settimana. Per evitare sospetti gli scatoloni degli imballaggi venivano portati via insieme alla merce trafugata, ma una distrazione è stata fatale: durante l’ultimo furto i tre trasportatori hanno dimenticato cartoni vuoti e bolle di accompagnamento nei bagni dell’azienda.

 

L'impresa aveva denunciato la sparizione di alcuni colli avvenute negli ultimi due mesi, di cui l’ultima una settimana fa, così i carabinieri hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza e sono risaliti ai tre. 
La successiva perquisizione delle abitazioni ha portato al rinvenimento di un'enorme quantità di refurtiva, per un valore di oltre 50mila euro, ancora imballata e pronta per essere rivenduta: smartwatch, batterie per auto, attrezzatura tecnica da arrampicata e trekking, capi d’abbigliamento firmati, piccoli elettrodomestici, scarpe sportive, attrezzatura da lavoro, droni e persino una stazione metereologica. Lo “stoccaggio” della refurtiva avveniva presso le abitazioni degli indagati, soprattutto a casa di quello che viveva da solo. La merce trafugata, che sarebbe stata poi rivenduta on line, è stata consegnata al responsabile della ditta di spedizione per essere restituita ai mittenti. Per i tre è scattata l'immediata sospensione dal lavoro e dovranno rispondere di furto aggravato continuato in concorso.