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Rieti, olio d'oliva di ottima qualità. Ma la produzione cala del 35%

Alessandro Toniolli
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Nel Lazio la raccolta delle olive cala del 20% rispetto all’anno precedente, per le 67 mila imprese del settore una perdita di circa 20 milioni di euro. La provincia di Rieti presenta perdite migliori rispetto all’anno 2020, ma sconta ancora una produzione fortemente condizionata dalle gelate del 2018 e la raccolta del 2021 ha presentato una difficoltà inedita: la difficoltà a reperire manodopera a causa dell’obbligo del Green Pass. Per il mondo oleario reatino però si apre una nuova opportunità: il marchio “Roma IGP”. La stima rispetto alla produzione laziale è stata fatta da Ismea, dagli alberi negli oltre 81 mila ettari di terreni, coltivati per l'8o% in collina, ci si aspetta quasi 850 mila quintali di frutti, dalla spremitura nei 322 frantoi sparsi nella regione verranno imbottigliati più di 212 mila litri di olio.

 

 

A commentare la stagione della provincia di Rieti Alan Risolo, presidente Coldiretti Rieti e olivicoltore “le maestranze sono state il nuovo problema che ha caratterizzato questa raccolta, purtroppo il green pass ed i flussi migratori provenienti dall’est Europa hanno condizionato negativamente. Il green pass si è rivelato una limitazione anche nel nostro settore”. Per quanto riguarda la produzione invece “la Sabina ha fatto meglio della media regionale non per nostro merito, ma per nostro demerito, perché il territorio risente ancora degli influssi delle gelate del 2018. Le piante stanno ripartendo, ma siamo ancora in una fase di recupero”. Una produzione lontana da quelle prima del 2018, rispetto a cui “abbiamo ancora una perdita del 30-35%. Si sta recuperando con grande fatica perché ancora i fondi destinati alla compensazione del mancato reddito non ci sono. Si parlava al massimo di 10 mila euro, ma che avrebbero permesso ai nostri imprenditori una sostituzione parziale delle piante danneggiate. Tutto quanto è stato fatto fino ad ora è stato fatto con le risorse interne delle aziende, e questo ha molto rallentato la ripresa della produzione. Finché le piante gelate non verranno reimpiantate la produzione non tornerà la stessa”.

 

 

La stagione 2021 comunque “è stata una stagione favorevole a livello climatico, avremo un olio di buonissima qualità, anche il problema della mosca olearia è stato abbastanza contenuto”. Nel settore è comparsa anche una nuova opportunità: il marchio IGP Roma “è uno strumento che permetterà di dare visibilità ed una qualità codificata ad olii che ora non la hanno e di accedere a dei mercati da cui al momento siamo fisiologicamente esclusi, non per qualità ma per quantità”. Questo nuovo marchio regionale permetterà ai produttori laziali di affrontare i mercati internazionali, da sempre ricettivi ai prodotti italiani di qualità.