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Rieti, atti vandalici. Chiusa la casa dello studente

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La Casa dello studente in via del Porto è stata chiusa e gli universitari invitati a ritirare “i beni mobili presenti all’interno degli alloggi nella sede dell’Ater in via degli Olivi, 20 a Rieti”. In altre parole stabile interdetto agli studenti anche di diversa nazionalità iscritti ai vari corsi di laurea alla Sabina Universitas. Il motivo - anche se il presidente di Ater Cricchi, interpellato dal Corriere di Rieti si è limitato a dire che sulla vicenda verrà licenziata nei prossimi giorni una nota ufficiale - sembra da attribuire allo stato in cui sono stati trovati alcuni appartamenti letteralmente devastati e in alcuni casi anche vandalizzati

 

Che gli ex granai del Marchese Capelletti di via del Porto-via del Forno di proprietà dell’Ater inaugurato nel 2018 grazie ai fondi regionali di quasi 2 milioni, fosse diventata una sorta di ricettacolo frequentato non solo dagli studenti ma anche da altre persone, era già noto ai residenti che più volte hanno segnalato, anche alla nostra redazione, un continuo “via-vai di ragazzi di ogni razza e colore a qualsiasi ora del giorno e della notte”. Insomma più che una Casa dello studente una vera e propria kasbah fruibile a tutti e non solo ai possessori della card di accesso. Nessun controllo nonostante l’annunciata attivazione di un sistema di videosorveglianza permanente tramite telecamere collegate ad una centrale. Chi ha avuto modo di entrare all’interno del prestigioso stabile, finemente ristrutturato, ha potuto rendersi conto dello stato in cui alcuni appartamenti erano stati ridotti: muri scrostati, infissi danneggiati, mattonelle divelte per non parlare degli arredi alcuni dei quali ormai inutilizzabili.

 

E proprio i residenti di via del Porto in questi giorni hanno potuto verificare il lavoro svolto da alcune ditte specializzate chiamate da Ater per smaltire il cumulo di rifiuti e calcinacci a testimonianza di una situazione disastrosa trovata all’interno dei dieci appartamenti composti da soggiorno con angolo cottura, un servizio igienico ed un soppalco ligneo dove erano state ricavate zone letto. Lavori che hanno richiesto diversi giorni di pulizie. L’Ater, come detto, ha deciso di intervenire, forse tardivamente, per porre fine ad uno scempio che andava avanti, a quanto pare, da mesi. Sta di fatto che ora gli studenti dovranno preoccuparsi di trovare una nuova sistemazione mentre all’Ater il compito di riparare i danni consistenti e, forse, trovare una nuova destinazione ad un immobile di pregio come quello lasciato del marchese Cappelletti alla città e che avrebbe meritato migliore sorte.