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Capena, azienda denunciata per l'inquinamento del torrente Gramiccia

pa. gio.
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Un pozzetto nascosto tra i rovi e la vegetazione, che consentiva agli scarichi di bypassare il depuratore e confluire in un canale d’emergenza, che a sua volta sfociava poi direttamente nel torrente Gramiccia. E’ questa la causa della schiuma che da quasi un decennio, più o meno alternativamente, caratterizza l’alveo del fosso che divide i territori di Fiano Romano e Capena, scoperta dai carabinieri forestali della stazione di Sant’Oreste, competenti per territorio, e dagli uomini dell’Arpa di Roma.

 

Un meccanismo la cui gestione è stata sanzionata con una multa salatissima, circa 37 mila euro, comminata ai gestori dell’impianto, per i liquidi contaminanti, ritenuti comunque “non pericolosi” scaricati nel fosso, e per irregolarità nella tenuta delle scritture relative ai rifiuti. Alla multa farà seguito una denuncia alla Procura della Repubblica di Tivoli, competente per territorio, con le medesime imputazioni. Denuncia che verrà immediatamente depennata qualora i titolari si dichiarino pronti ad effettuare immediati lavori di adeguamento dell’impianto, e a pagare una nuova e aggiuntiva sanzione amministrativa pari a 10 mila euro.

 

Ad assicurarsi che i lavori vengano effettuati, e che la situazione di normalità venga presto ripristinata, sarà ora il Comune di Fiano Romano, sul cui territorio è stato effettuato il ritrovamento. Mentre al Comune di Capena spetterà di verificare che tutte le prescrizioni e le disposizioni vengano poste in essere nel più breve tempo possibile.