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Monterotondo, massacrato di botte e lasciato in terra in una pozza di sangue. Si stringe il cerchio sugli aggressori

Matteo Torrioli
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Il cerchio si sta stringendo e forse già nelle prossime ore si dovrebbe risolvere il caso relativo al 21enne trovato riverso, in una pozza di sangue, in via Ugo Bassi a Monterotondo nel pomeriggio di martedì 12 ottobre. I carabinieri della Compagnia di Monterotondo guidati dal comandante Gianfranco Albanese mantengono il più stretto riserbo sul caso. 

 

Già dalle prime ore dopo l’accaduto, le forze dell’ordine non hanno praticamente fatto trapelare nulla di quanto accaduto per portare avanti le indagini nella maniera più efficace possibile. Intanto una buona notizia è arrivata. Il ragazzo di Monterotondo, che era trasportato d’urgenza con l'eliambulanza al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma con un trauma facciale, la frattura delle vertebre e la lesione della milza, è fuori pericolo. Inizialmente si era temuto il peggio visti i gravi danni riportati ma il pronto intervento di medici ed infermieri del 118 ha scongiurato una tragica fine.  Secondo quanto si è ricostruito il 21enne, residente a Monterotondo, già noto alle forze dell’ordine, si trovava nei pressi del Teatro Ramarini, nel centro storico della città eretina. Con lui ci sarebbero state altre quattro persone, fatto comunque da verificare. Quello che è accaduto in seguito è ancora oggetto di indagine. 
L’unica cosa certa è che il 21enne è stato ritrovato a terra, incosciente, coperto dal sangue. Di sicuro aiuteranno le numerose telecamere della zona. Già in passato, ad esempio, una telecamera posta proprio vicino al luogo nel quale è stato ritrovato il ragazzo, aveva aiutato a rintracciare il piromane che aveva tentato di dare fuoco ad un locale che vendeva cannabis legale. Gli inquirenti, che viste le condizioni del giovane non hanno ancora potuto parlare con lui, seguono ogni ipotesi investigativa. 

 

Quanto accaduto ha fatto riemergere i problemi del centro storico e il tema delle violente risse che scoppiano specialmente nelle ore notturne. Questa volta l’aggressione, a prescindere dai reali motivi, è avvenuta in pieno giorno e a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri, seppur in un vicolo poco frequentato. Un fatto allarmante che dovrà far riflettere soprattutto le istituzioni, chiamate ad intervenire per fare in modo che certe cose non accadano di nuovo.