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Rieti, futuro a rischio per 120 operatori dell'Ares 118

Alessandro Toniolli
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A rischio circa 120 venti posti di lavoro all’Ares 118. Tutti operatori che lavorano nelle varie postazioni presenti sul territorio. Infatti, la Regione Lazio avrebbe deciso di internalizzare completamente il servizio, che ad oggi si avvale di personale specializzato dipendente da ditte esterne e per questo, come detto, gli operatori che oggi svolgono servizio a Borgo San Pietro, Paganico Sabino, quelli impegnati nel servizio di auto medica di Stimigliano, Amatrice, Posta e Leonessa vedono a rischio il loro posto di lavoro.

Dal sindacato Conf.A.I.L. (Confederazione autonoma italiana del lavoro) fanno sapere non senza preoccupazione che “le persone che prestano la propria opera in questi servizi svolgono lo stesso lavoro degli impiegati pubblici, e molti lo fanno da più di dieci anni, con alti livelli di specializzazione e preparazione. Ad aggravare la situazione il fatto che Ares 118 non bandisce concorsi e quando lo fa non riconosce vantaggi al personale specializzato ad ora impiegato nelle ditte appaltatrici. Martedì è previsto un sit in sotto la Regione Lazio che proseguirà ad oltranza fino a quando non saremo ascoltati dall’assessore D’Amato”. La questione interessa l’intero territorio regionale e a seguire da vicino la vicenda anche la consigliera regionale del Gruppo misto Francesca De Vito che sul tema ha presentato una interrogazione.

“Ho voluto nuovamente incontrare i rappresentanti del personale interessato per sapere se, a seguito del loro confronto con l’Assessore D’Amato, ci siano state variazioni della loro condizione lavorativa, purtroppo però ancora nulla - ha detto la consigliera regionale Francesca De Vito -. Adesso bisogna cercare di agire nel più breve tempo possibile per trovare insieme le soluzioni e le linee di azione da intraprendere, soluzioni sulle quali invece la maggioranza in Regione non sembra intenzionata a porre la dovuta attenzione. Sono ancora in attesa di comprendere come siano stati condotti i concorsi per l’Ares 118, se e come i posti messi a bando abbiano tenuto conto delle necessarie qualifiche obbligatorie e di conseguenza se i mezzi di unità mobile in circolazione siano guidati da personale competente in grado di affrontare la guida in emergenza, oltre ad avere a bordo soccorritori e infermieri specificatamente istruiti per gestire la situazione di primo soccorso sanitario. Non lascerò che gli operatori competenti, formati e professionalizzati, ora precari, rimangano soli nella loro battaglia. Per questo - conclude Francesca De Vito - sto valutando la possibilità di presentare un esposto se la Giunta non darà in tempi brevi una risposta nelle competenti commissioni, a seguito di una mia convocazione”. Insomma una vertenza destinata ad andare avanti a suon di esposti mentre i 1.240 lavoratori precari, di cui come detto quasi 120 impiegati nella nostra provincia, continuano a prestare con professionalità e dedizione la loro opera ma con la speranza di vedere stabilizzata quanto prima e una volta per tutte le loro posizioni.