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Rieti, sottopassaggi ferroviari: parola ai cittadini

Lu. Spa.
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Più che trovare un modo per attraversare le ferrovia con sottopassi e sovrappassi andrebbe trovato il modo di spostare direttamente le rotaie altrove. Magari a sud della città, lontano dal centro abitato. Per il Comitato Piana Reatina questa, unitamente al potenziamento della tratta ferroviaria Terni-L’Aquila, l’arrivo dei treni bimodali, il potenziamento della Salaria e la costruzione della nuova ferrovia Rieti-Roma sono i temi sui quali discutere con la cittadinanza oggi, dalle ore 10.30, presso i giardini del Vignola. Temi prioritari per una città che aspetta di uscire dall’isolamento. Intanto, uno dei temi fondamentali è quello relativo all’eliminazione dei 10 passaggi a livello e la realizzazione di sottopassi dopo il via libera alla convenzione tra Comune e Rfi sullo studio di fattibilità del progetto tecnico-economico delle opere che vale la pena ricordare sono tutte a carico di Rfi. La firma della convenzione ha riacceso le polemiche e inasprito i toni del confronto tra favorevoli e contrari. Tra questi il Comitato Piana Reatina che ha tenuto a precisare che “non può suscitare alcuna meraviglia che i cittadini vogliano essere coinvolti laddove i soldi pubblici, cioè i loro soldi, vengono spesi, o che si indignino se si procede senza prima consultarli. La questione della ferrovia che attraversa Rieti, è un tema che interessa tutta la cittadinanza, che non può trasformarsi in un colloquio privato”.

 

I “no” che il Comitato Piana Reatina ha sollevato fin qui non sono affatto dei “no a priori”, “ma l’opposizione nasce dalla consapevolezza che il futuro della linea ferroviaria è indissolubilmente connesso al futuro della città, della sua mobilità interna, dei suoi collegamenti esterni e della sua sostenibilità”.
Vero è che lavori di queste dimensioni andrebbero esaminati attentamente ma è altrettanto vero che il problema deve essere risolto in qualche modo magari attraverso l’elaborazione di un nuovo piano del traffico più consono ai tempi attuali visto che l’ultimo studio, quello di Cecilia e Bottari, risale agli anni 80.

 

 

Nel frattempo la città è cresciuta e anche la viabilità in alcuni quartieri (vedi ad esempio Micioccoli) andrebbe forse ripensata e attualizzata. Per il momento ci si accapiglia per i sottopassi. La linea, che piaccia o no, sembra però tracciata dal Comune, resta solo da capire quale amministrazione avrà il coraggio di dare piena esecutività ad un progetto così divisivo come quello della soppressione di 10 passaggi a livello e la realizzazione di tre sottopassi di cui due solo ciclopedonali.