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Rieti, nelle fabbriche cento operai senza green pass

Monica Puliti
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Sono un centinaio, secondo una stima sommaria delle associazioni di categoria, i lavoratori delle fabbriche reatine a non avere ad oggi il green pass e di conseguenza a non essere ancora immunizzati. Dal 15 ottobre, infatti, scatta l’obbligo di esibire il green pass, su richiesta, per tutti i lavoratori, pubblici e privati, fino al 31 dicembre prossimo quando, salvo ulteriori proroghe, terminerà lo stato di emergenza sanitaria legata al Covid 19. Una novità di cui si parla da tempo e che non impensierisce neppure un po’ i datori di lavoro che anzi si dicono favorevoli alla misura contenuta nel decreto legge settembre scorso. Come il presidente di Unindustria Rieti e imprenditore a capo della Phoenix Electronic System, Alessandro Di Venanzio, secondo cui la certificazione verde “è uno strumento che ci permette di riprendere con maggior serenità la nostra attività mantenendo comunque i dispositivi di sicurezza previsti dalla Legge; con essa siamo più tranquilli, messaggio che i lavoratori hanno ben compreso: nella mia azienda tutti ne sono provvisti, mentre si aggira intorno al 2/3% la fetta di coloro che non ce l’hanno ancora” dice. Intanto le aziende si stanno organizzando sulla base di quanto previsto dal decreto.

“Le imprese – sottolinea il direttore di Federlazio Rieti, Davide Bianchino - si stanno adoperando con il massimo sforzo per fornire informazioni ai propri dipendenti. Ovviamente dal 15 ottobre scatteranno controlli a tappeto, ma quasi tutte le piccole aziende non hanno problemi in tal senso: c’è infatti un rapporto diretto con il datore di lavoro e quindi si è a conoscenza del fatto che quasi tutti i lavoratori sono già in possesso del green pass o si stanno adeguando. Rimane una piccola percentuale, intorno al 3-4%, nelle aziende più grandi dove statisticamente è più facile avere casi di non vaccinati”. In ogni caso le imprese si dovranno adeguare ai dettami della legge per cui chi non ha la certificazione non potrà accedere al posto di lavoro. “Vorrei però fare una considerazione sul dovere civico di vaccinarsi – aggiunge Bianchino - e non come lavoratori ma come cittadini responsabili, un dovere nei confronti di tutti, a partire dai nostri familiari e amici più vicini fino ad arrivare al collega di lavoro”.

“Tra le impese associate i fenomeni della indisponibilità a vaccinarsi e del diniego del green pass non sembrano avere dimensioni considerevoli – commenta la direttrice della Cna Rieti, Enza Bufacchi –. Resta il problema che nelle micro aziende anche un solo lavoratore che si sottrae all’obbligo del green pass mette in crisi l’organizzazione del lavoro. Speriamo – conclude – che le persone si convincano che questo è il male minore in un tempo così difficile”. Dall’obbligo del green pass sono esclusi solo coloro che, sulla base di certificazione medica, non possono fare il vaccino.