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Rieti, nuova sede università: si allungano i tempi per l'apertura

Monica Puliti
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Le lezioni del primo semestre sono appena iniziate, ma non a Palazzo Aluffi di via Cintia. Complici i tempi di ristrutturazione dell’edificio, i circa 650 studenti della Sabina Universitas che saranno trasferiti da via Angelo Maria Ricci – sede dell’istituto geometri Ciancarelli – in centro storico, dovranno pazientare ancora qualche settimana prima di avere “una sede autonoma, efficienti ed esclusiva”, per usare le parole del presidente della Provincia, Mariano Calisse. Il taglio del nastro della struttura – dotata delle più alte tecnologie, come l’impianto di domotica per il controllo del microclima interno di ogni ambiente in funzione della presenza o meno di persone e delle fasce di utilizzo e con l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile -, inizialmente previsto per settembre, subirà uno slittamento a causa del completamento degli importanti interventi cui è stata sottoposta.

 

“Mancano il collegamento della corrente, colgo anzi l’occasione per sollecitare l’Enel e la ditta fornitrice affinché procedano celermente in tal senso – dichiara Calisseoltreché il montaggio delle porte e dei banchi”. Difficile azzardare una data quando tutto è rimesso alle imprese che eseguono i lavori, motivo per cui, al momento, anche parlare di ottobre potrebbe rivelarsi un “rischio”. Il trasferimento a Palazzo Aluffi - storica sede della caserma dei carabinieri e poi, dal 2012, soggetta ai primi interventi di ristrutturazione e adeguamento sismico con l’amministrazione provinciale di Fabio Melilli che investì nell’opera circa 2 milioni e mezzo perché diventasse sede di attività istituzionali, salvo ottenere un ulteriore finanziamento di un milione 800 mila euro con l’amministrazione Calisse perché accogliesse l’università – riguarderà 650 studenti, 300 dei quali della facoltà di Ingegneria e 350 delle professioni sanitarie che fanno capo a La Sapienza di Roma.

 

Anche gli uffici si trasferiranno in via Cintia, mentre in via Ricci resteranno i laboratori e i corsi legati all’università della Tuscia. Oltre al prestigio di avere una sede universitaria nel cuore della città, il trasferimento servirà a dare nuovo impulso al centro storico in una fase in cui, come noto, quest’area soffre una desertificazione, anche in termini commerciali, che si è accentuata a seguito del terremoto di 5 anni fa. Salvo, inoltre, consentire di liberare spazi importanti al Ciancarelli risolvendo il problema della insufficienza di aule degli istituti superiori.