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Rieti, maltrattamenti e minacce. Sfonda la porta di casa dell'ex fidanzata e distrugge il salotto. Arrestato quarantenne ad Antrodoco

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I carabinieri della stazione di Antrodoco, ieri pomeriggio domenica 3 ottobre, hanno arrestato in flagranza di reato un quarantenne incensurato del luogo, A.C., per violazione di domicilio. I militari, su attivazione della Centrale Operativa di Cittaducale che aveva a sua volta ricevuto una richiesta di intervento sulla linea del 112 Numero Unico di Emergenza Europeo, sono intervenuti in un’abitazione del centro storico di Antrodoco, dove l’uomo, a seguito di un violento litigio con la ex convivente, stava dando in escandescenza.

 

L’uomo, recatosi presso l’abitazione della famiglia d’origine della donna, in preda ad un raptus, dopo aver abbattuto la porta d’ingresso a calci, si è introdotto nell’appartamento e, alla presenza dei genitori della ragazza, ha distrutto alcuni quadri e infranto una porta a vetri. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri ha scongiurato ben più gravi conseguenze alle persone presenti. I militari infatti, dopo essere intervenuti hanno rabbonito l’uomo con una paziente azione persuasiva evitando ulteriori reazioni e violente colluttazioni, quindi hanno accompagnato l’esagitato in caserma e lo hanno dichiarato in stato di arresto. 

 

Città della Pieve, bambino ucciso: fermata la mamma. Il casolare, il coltello e le tracce di sangue: tutti i retroscena – Corriere dell'Umbria

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Città della Pieve, bambino ucciso: fermata la mamma. Il casolare, il coltello e le tracce di sangue: tutti i retroscena

La donna, ungherese, ha 43 anni: residente a Rieti, era domiciliata a Chiusi

Francesca Marruco
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Quando la mamma lo ha adagiato sul nastro trasportatore della spesa hanno provato in tanti a rianimarlo, ma per il piccolo Alex, due anni appena, non c’era già più nulla da fare. Troppo gravi le ferite che aveva a collo, petto e addome. Coltellate troppo profonde per lasciargli scampo. Pure un militare lì per caso ha tentato il massaggio cardiaco. Così come i sanitari del 118 di Città della Pieve chiamati dai dipendenti del Lidl di Po’ Bandino che ieri pomeriggio verso le 15 hanno visto questa donna entrare nel supermercato con in braccio il corpicino coperto di sangue di un bimbo chiedendo aiuto. Una scena orribile e straziante. Ma chi abbia ucciso il piccolo Alex - probabilmente morto già da un po’ quando la mamma è entrata al supermercato - è ancora da chiarire, la donna infatti, che aveva una lieve ferita da taglio al braccio ed era in stato confusionario, ha fornito versioni contrastanti agli inquirenti che sono intervenuti in forze sul posto, coordinati dal pm, Manuela Comodi. Ai carabinieri di Città della Pieve la donna, una 43enne ungherese - che risulta residente a Rieti e domiciliata Chiusi - ha detto di essere stata aggredita da una non meglio precisata terza persona e che il figlio nella colluttazione sarebbe rimasto ferito. Ma è una versione che fa acqua. Così come quella in cui parla del bambino adagiato nei pressi del casolare abbandonato di fronte al supermercato perché si era addormentato. Quell’edificio ieri è stato centrale nella ricostruzione dell’accaduto anche perché la donna è stata vista attraversare la strada proprio in quel punto. E’ per questo che nel casolare, per tutto il pomeriggio e la serata di ieri, sono rimasti i carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche per repertare tutto quello che poteva essere loro utile. E in serata lì hanno trovato un coltello, che potrebbe essere l’arma del delitto. Nel pomeriggio nel giardino dell’edificio avevano già repertato tracce di sangue. E’ possibile che siano del bambino ma andranno analizzate. Come verranno sottoposte a esame quelle isolate sul passeggino, che è stato trovato a pochi metri di distanza e raccolto dai carabinieri. Il sospetto che quel casolare sia il luogo del delitto è forte. Mentre gli esperti della scientifica erano a caccia di tracce, i colleghi della compagnia di Città della Pieve, i primi ad arrivare sul posto e bloccare la donna, insieme a quelli del Nucleo investigativo di Perugia, hanno ascoltato i dipendenti e clienti del Lidl e acquisito tutti gli elementi utili. E’ lì che è arrivato anche il sostituto procuratore, Manuela Comodi, insieme al medico legale, Laura Panata, che ha effettuato un primo esame esterno del corpicino. La mamma del piccolo, una donna che dieci anni fa aveva vissuto per un periodo a Chiusi dove era tornata da due giorni - giovedì sera, tra l’altro, era stata fermata per un controllo dai carabinieri e aveva il bimbo in auto - è stata fermata dai carabinieri e portata in caserma a Città della Pieve dove è stata sentita a lungo. Il padre del bimbo è in Ungheria. La Procura di Perugia alla guida di Raffaele Cantone, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Al momento non esiste alcuna prova dell’intervento di altre persone. C’è solo lei: arrivata con il cadavere del bimbo urlando aiuto. 

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Dopo le previste procedure di rito ed il fotosegnalamento, A.C. è stato condotto presso l’abitazione ove è residente ed è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari, a disposizione della Procura della Repubblica di Rieti.