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Rieti, elezioni comunali. Il centrosinistra si divide sulle primarie

Alessandro Toniolli
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Le primarie sono al momento il tema su cui si confronta lo schieramento che ambisce a contendere l’amministrazione della città al centro destra. Ma con un risultato significativo di Carlo Calenda alle elezioni capitoline potrebbe aprirsi un inedito scenario con la comparsa di un terzo polo. Pochi giorni fa abbiamo riportato la posizione del Pd, sostanzialmente favorevole ad un percorso politico che, iniziato con l’ascolto delle altre forze impegnate nel medesimo campo, conduca all’individuazione del candidato sindaco, possibilmente non ricorrendo alla consultazione popolare, una azione che ribadisce il ruolo di forza di maggioranza relativa. D’altro canto Rieti Città Futura, il movimento guidato dall’ex sindaco Simone Petrangeli e Centro Democratico di Alessio Angelucci guardano alle primarie come metodo privilegiato per giungere alla definizione del candidato sindaco. Il nome a cui pensano le due forze politiche sembra essere proprio quello dell’ex primo cittadino, anche se per ora nomi non sono stati fatti.

 

Italia Viva si dice contraria alle primarie e aperta ad ogni possibile scenario, non trascurando l’ipotesi terzo polo. A queste si aggiunge la voce del Psi, con Ivano Paggi che ricorda le precedenti esperienze di primarie “non hanno mai portato bene, hanno sempre creato lacerazioni e ferite”. Per definire il candidato meglio invece affidarsi a tavoli politici aperti a tutte le forze interessate, “magari un candidato donna”. Senza dimenticare i temi fondanti che potrebbero essere, tra gli altri l’università e le aree ex industriali, tutto questo senza perdere ancora troppo tempo. Per Rieti in Comune Giovanni Ludovisi dichiara di non avere pregiudizi nei confronti delle primarie “ma vanno fatte per unire e non per dividere. Io credo che se un ex sindaco si candida non ha bisogno della legittimazione delle primarie”. In quel caso si dovrebbe manifestare una leadership che esclude il ricorso a tale strumento “noi siamo per fare il possibile per marciare tutti uniti”. Nome Officina Politica da tempo ha annunciato la volontà di misurarsi nelle elezioni e conferma la propria contrarietà alle primarie “perché è evidente che consisterebbero in una prova di forza nell’ambito del centro sinistra, una sorta di resa dei conti, e non un processo finalizzato alla individuazione del candidato migliore”, e ancora “abbiamo mirato a delineare e a far emergere alcune caratteristiche chiave, interconnesse, che il candidato dovrebbe avere. Attendiamo ancora risposte concrete, anche critiche o persino di rifiuto”.

 

Quanto alla possibilità di un terzo polo credono che se dovesse prendere forma “sarà per una emergenza che nasce dalla città, e sarà una misura della incapacità degli attori principali”. Chi nel terzo polo ripone molte speranza è Azione, con Giuseppe Melchiorre che dichiara “siamo da sempre contrari alle primarie, prediligendo strumenti diversi”. Il voto nella capitale farà capire molto degli equilibri politici, un risultato importante di Calenda potrebbe dare forza anche a Rieti ad una ipotesi di terzo polo, con Azione e Italia Viva che ne potrebbero essere promotrici.