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Rieti scuola, pochi studenti. "A rischio il 20% degli istituti"

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A due settimane dall’inizio dell’anno scolastico restano i problemi legati agli organici. Non solo cattedre ancora scoperte, soprattutto per il sostegno, ma a preoccupare è la carenza di personale tecnico amministrativo. Oltre centocinquanta i posti ancora da assegnare tra personale Ata e docenti. Se a questo si aggiunge la carenza di dirigenti scolastici con 11 istituti della provincia guidati da presidi reggenti basta e avanza per dipingere un quadro ancora precario del mondo della scuola reatino. Insomma il nuovo anno scolastico, al netto delle problematiche legate al Covid, ancora non è entrato a pieno regime. Un problema che ha portato l’assessore regionale Claudio Di Berardino, a sollecitare l’Ufficio scolastico regionale: “Occorre procedere rapidamente con l’assegnazione delle cattedre ancora vacanti. Sono tante le segnalazioni che stiamo ricevendo dalle parti sociali e dal mondo della scuola e crediamo che, a partire dagli studenti, abbiano diritto a iniziare subito le lezioni e la didattica, già penalizzata in passato a causa della pandemia. Ora però, a seguito delle rinunce o comunque delle carenze di organico occorre contrarre i tempi”.

 

“Prendiamo atto dell’intervento seppur tardivo dell’assessore regionale – commenta Luciano Isceri, segretario dello Snals – ma lo andiamo dicendo da mesi e nonostante i nostri inviti, ci ritroviamo ancora in questa situazione di precarietà con posti da assegnare e personale precario con contratti in scadenza il 31 dicembre. Al di là delle reggenze il problema riguarda anche il personale Ata e soprattutto i Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi) che molte scuole non hanno ancora. Una situazione scandalosa non più tollerabile”. Di situazione paradossale parla il consigliere comunale Alessio Angelucci, che proprio oggi in occasione dell’inaugurazione della sede di Centro Democratico, ha organizzato un incontro con i rappresentati del mondo della scuola.

 

“Al di là dei numeri c’è da chiedersi perché il Reatino che gode di doppia tutela per aree interne e terremoto, non venga appunto tutelato e supportato nel fronteggiare le tantissime criticità a partire dallo spopolamento scolastico. Nei prossimi tre anni la provincia rischia di perdere il 20% delle scuole nel Cicolano, nel Montepiano Reatino e nell’area del cratere. Ecco perché è necessario che il problema venga portato a conoscenza del governo e l’incontro con gli onorevoli Margherita Ribuffoni (segretario nazionale di Centro Democratico) e Maria Lapia (presidente gruppo parlamentare) servirà a mettere a fuoco le varie problematiche e farle arrivare fino al premier Draghi”.