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Rieti, lavoro. Lombardini, futuro a rischio: scatta lo sciopero

Alessandro Toniolli
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L’assemblea dei lavoratori di Lombardini ha deciso: sciopero ed assemblea giovedì 30 settembre.  Ieri i lavoratori si sono riuniti in azienda con i rappresentanti di Fiom Cgil Luigi D’Antonio, fim Cisl Vincenzo Tiberti, Uilm Uil Franco Camerini e Ugl Metalmeccanici Tiziano Deli che hanno riportato loro anche quanto emerso dalla riunione convocata presso la Curia il giorno precedente dal vescovo Domenico Pompili alla presenza dell’Assessorato al Lavoro della Regione Lazio, del vice sindaco di Rieti e assessore alle Attività Produttive Daniele Sinibaldi e del presidente della Provincia Mariano Calisse.  Una occasione, quella voluta dalla massima autorità ecclesiastica locale in cui si è cercato di fare il punto su una situazione che si fa sempre più preoccupante con le voci sempre più insistenti, che alla fine si sono fatte qualcosa di tangibile, della volontà di Lombardini e della capogruppo Kohler di abbandonare lo storico stabilimento di via Emilio Greco, senza però offrire, al momento, alternative rassicuranti. 

 

Questo ha determinato la scelta dei lavoratori di indire una giornata di sciopero e assemblea per giovedì prossimo. Ad aggiornare sull’evoluzione è il segretario di Fiom Cgil Luigi D’Antonio: “Ci aspettavamo dai vertici dell’azienda, vista la volontà di disimpegno del gruppo dallo stabilimento di Rieti, di ricevere una proposta alternativa concreta di un nuovo soggetto intenzionato a subentrare. Invece sono passati mesi ma siamo purtroppo ancora alle ipotesi ed alle discussioni, non ad atti ed a progetti concreti”. Tra dipendenti diretti ed indiretti si tratta di circa 150 persone. “Dai vertici aziendali ci è stato detto che si sta lavorando per la ricerca di nuovi imprenditori e che nei prossimi giorni avremo delle risposte, ma i lavoratori sono preoccupati e arrabbiati. Noi come organizzazioni sindacali lo siamo altrettanto e non siamo nelle condizioni di poter dire nulla.

 

L’abbandono del territorio da parte di una importante multinazionale è un grave danno, ci dicono che ci sarebbero altri interessati, ma senza sapere chi sono, cosa intendono fare, quale è il progetto industriale che intendono attuare, che investimenti faranno, quale sarà il futuro dei lavoratori è difficile esprimere un giudizio. L’unica certezza è la volontà del gruppo di abbandonare, e quindi abbiamo deciso di mandare un segnale all’azienda per fare in modo che si acceleri almeno sulla presentazione di un progetto alternativo, per questo si è scelto di fare una assemblea sciopero giovedì prossimo e poi decideremo passo passo in base alle risposte che riceveremo”. Una nuova crisi per quel nucleo industriale che appare sempre di più un malinconico fantasma dei fasti che furono.