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Rieti, arrestato Riccardo Bianchi per inquinamento ambientale a Frosinone

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L’ex presidente di Federlazio Rieti Riccardo Bianchi, Roberto Orasi, Amedeo Rota, Laura Paesano e Jessica Bartolucci sono i destinatari delle 5 misure cautelari (3 arresti domiciliari, un obbligo di dimora e un divieto di dimora) coinvolte nell’operazione del Nucleo Investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale del Gruppo carabinieri forestale di Frosinone. Il reato è quello di inquinamento ex art. 452 bis del codice penale. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per l’amministratore delegato Riccardo Bianchi, per il responsabile impiantistico e per il responsabile dell’area tecnica della società che gestisce il depuratore consortile. L’obbligo di dimora è stato disposto per l’ex project manager e il divieto di dimora per l’ex responsabile dell’impianto di depurazione. I fatti contestati risalgono tra il 2020 e il 2021 e riguardano la società che gestisce il depuratore consortile, che convoglia i reflui di alcune aziende e comuni del cassinate. In particolare sono stati svolti campionamenti sul corso d’acqua Rio Pioppeto, nel quale il depuratore scarica i propri reflui, sia presso lo scarico finale dell’impianto sia a monte e a valle di detto scarico.

 

Secondo quanto emerso dalle indagini del nucleo investigativo di Polizia Ambientale agroalimentare e forestale, in concorso morale e materiale tra loro, avrebbero come riportato nell’ordinanza del gip Vittoria Sodani “in relazione all’attività di depurazione dell’impianto Cosilam nel comune di Villa Santa Lucia, gestito in regime di in house dalla AeA spa abusivamente, in violazione delle prescrizioni autorizzative e dei limiti tabellari consentito lo scarico nel fiume Rio Pioppeto di reflui non correttamente depurati con concentrazioni altissime e oltre i limiti consentiti di Cod, Bod5, solidi sospesi, alluminio, solfuri, solfati e fosforo totale, assumendo con i loro ruoli l’obbligo giuridico di impedire l’evento, omettendo deliberatamente e reiteratamente di adottare le necessarie cautele e gli opportuni provvedimenti, cagionavano la compromissione e il deterioramento del corpo recettore del corso d’acqua, che risulta ora alterato per la presenza di fanghi, schiume e materiali in sospensione; delle acque pubbliche del Rio Pioppeto, rendendole qualitativamente e notevolmente peggiori delle acque reflue che scorrono in una comune rete fognaria, e rendendole inidonee alla vita dei pesci. Il tutto con l’aggravante di aver prodotto l’inquinamento in area sottoposta a vincolo paesaggistico”.

 

L’arresto di Riccardo Bianchi ha suscitato clamore in città proprio perché conosciuto prima come esponente politico di spicco dei Ds e quindi come manager e presidente di Federlazio fino a qualche mese fa.