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Rieti, lavoro in smart working. Concessi solo due contributi

Alessandro Toniolli
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Rieti Smart Village: concessi solo due contributi, un fallimento? Secondo il vice sindaco e ideatore del progetto Daniele Sinibaldi niente affatto. Parliamo di un bando promosso dal Comune di Rieti con la finalità di attrarre, anche grazie alle nuove tecnologie che permettono il lavoro da remoto, nuovi abitanti, ma che a prima vista sembra non aver prodotto i risultati previsti. “Innanzitutto quella che Rieti Smart Village abbia concesso solo due contributi è una inesattezza - spiega Sibibaldi -, abbiamo fatto un primo avviso a cui parteciparono dieci persone, due delle quali, ragazze di Roma, hanno ricevuto la liquidazione. Quella visibile sull’albo pretorio è la liquidazione di questa prima trance, successivamente è stato pubblicato l’articolo sul sito della Cnn e la graduatoria è stata riaperta, anche con una procedura semplificata, e abbiamo ricevuto molte richieste, oltre cento, e ora sono state tutte evase per predisporre la delibera per approvare la nuova graduatoria, cosa che avverrà entro una settimana”.

Il principio da cui trae ispirazione Rieti Smart Village, cioè attrarre nuovi residenti favoriti da un momento storico in cui si riscopre la vita nei borghi, anche favoriti dalle nuove possibilità tecnologiche, sembra ancora virtuoso “sono stato invitato il 6 ottobre all’ambasciata austriaca al Forum Austriaco di Cultura, nell’ambito delle iniziative “Forum per il futuro”, proprio per presentare questo progetto. Si tratta evidentemente di una iniziativa che ha destato interesse, poi la produzione di effetti è un’altra partita. Quando si immettono innovazioni in un sistema ci sono una serie di variabili che ne determinano la produzione di effetti, per quanto riguarda questa iniziativa quella principale è la diffusione dell’informazione ai mercati esteri, e questo comporta attivare una serie di canali di comunicazione che per una amministrazione comunale può rivelarsi complesso. Sempre riguardo Rieti Smart Village siamo stati contattati dalla redazione di Al Jazeera che si è dimostrata interessata, tanto da richiedere una intervista".

"Tutto questo dimostra che il progetto è di valore, che poi al momento gli effetti siano contratti rispetto alla portata dell’idea, in questa fase ci può stare. Un discorso di questo tipo ha bisogno di essere strutturato e non sono i Comuni a dover essere i protagonisti, piuttosto dovrebbero esserne i destinatari da parte di altri enti, come le Regioni. Ne ho infatti parlato con l’assessore Valentina Corrado della Regione che ha sposato la nostra iniziativa e probabilmente andrà in questa direzione. Se l’iniziativa fosse promossa dalla Regione Lazio con una forza economica diversa dalla nostra, i risultati potrebbero essere molto migliori. Se avessi potuto investire 100 mila euro in promozione sui canali internazionali il risultato sarebbe stato diverso”.