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Rieti, caccia. Si apre la stagione: 4.000 doppiette pronte a sparare

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Luca Feliziani
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Nelle favole di una volta era l’eroe che salvava la nonnina dal lupo cattivo. Oggi i ruoli sono cambiati con il cacciatore che è passato dall’altra parte della barricata. Ma ci ha pensato recentemente la Corte costituzionale a ridare dignità a questa figura definendola “utile in materia di controllo faunistico”. E i cacciatori oggi, 19 settembre, tornano in attività visto che questa mattina inizia la stagione venatoria alla selvaggina stanziale (lepri, fagiano, starna). Poi il primo ottobre toccherà ad altre specie come colombaccio, beccaccia. E infine il primo novembre si potrà cacciare anche il cinghiale. In provincia di Rieti saranno 4 mila le doppiette che potranno da oggi tornare in attività. Un dato in leggera flessione rispetto agli anni scorsi. Ma si fa presto a capire il motivo: da due anni a Rieti non ci sono nuovi cacciatori. E’ Fiorenzo Panfilo, presidente provinciale di Federcaccia a spiegare il motivo.

 

Lazio, cinghiali distruggono i raccolti. Coldiretti: "10 milioni di danni". Manifestazione a Roma | Foto – Corriere di Viterbo

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Lazio, cinghiali distruggono i raccolti. Coldiretti: "10 milioni di danni". Manifestazione a Roma | Foto

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Con lo slogan #bastacinghiali Coldiretti Lazio ha manifestato giovedì 8 luglio davanti alla sede della Regione Lazio, contro l’invasione degli animali selvatici, in contemporanea con la protesta davanti a Montecitorio di agricoltori, cittadini e istituzioni arrivati da tutta Italia. Una situazione fuori controllo a Roma e nell’intero territorio regionale, che non è più tollerabile per gli agricoltori alle prese con ingenti danni ai loro raccolti. A tutto questo si aggiunge anche un problema di sicurezza stradale e di pericolo per la salute pubblica.  Nel Lazio i danni causati dai cinghiali stimati dalla federazione regionale di Coldiretti, sono passati dai 3,5 milioni di media degli anni precedenti ai 10 milioni, solo nel periodo pandemico nel corso del quale si è assistito ad una proliferazione senza precedenti.  Nella Capitale e nella provincia si calcola la presenza di oltre 20 mila cinghiali. Un numero destinato a crescere, che nel Lazio supera oltre 100 mila. Danneggiati in alcuni casi anche l’80 per cento del raccolto con Rieti, Viterbo e Frosinone in testa, subito dopo Roma. Una situazione che ha costretto molti agricoltori ad abbandonare coltivazioni che portavano avanti da generazione per convertire il terreno ad altre colture, abbandonando ad esempio il mais, che è una delle colture più colpite e tra le preferite dei cinghiali. 

 

“A Roma e nella provincia, così come in tutto il Lazio - dice il vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri e presidente della federazione regionale - la situazione è fuori controllo e surreale. Ecco perché oggi abbiamo organizzato una mobilitazione a livello nazionale che vede il Lazio protagonista. Siamo accanto agli agricoltori che continuano a subire ingenti danni e siamo accanto anche ad ogni singolo cittadini che si sente minacciato da questa situazione. Molti di loro oggi sono scesi in piazza con noi, perché tutto questo non è più accettabile”.  Presenti alla manifestazione anche numerosi consiglieri comunali e folte delegazioni di tutti i partiti presenti in consiglio regionale, che hanno sostenuto Coldiretti Lazio in questa battaglia. Tra loro il consigliere regionale, Valerio Novelli, presidente della VII Commissione Agricoltura. Ad esprimere la loro vicinanza agli agricoltori scesi in piazza anche gli assessori Enrica Onorati all’Agricoltura e Roberta Lombardi alla Transizione Ecologica. Chiare le proposte e le richieste di Coldiretti Lazio, come “Il potere sostitutivo esercitato dalla Regine - spiega Granieri - nel caso in cui le aree parco non fossero efficienti ed efficaci. Così come la necessità di coinvolgere il mondo agricolo , quindi gli agricoltori che hanno già il permesso di caccia e sono formati per abbattere direttamente in azienda. E poi chiediamo che il sistema di selecontrollo possa essere rivisto perché oggi molto macchinoso troppo frazionato. Ambiamo ad un elenco regionale di selecontrollori, che nel momento del bisogno, possano essere pronti ed efficaci per una riduzione delle masse che ormai sono incontrollate”.  Appena due giorni fa cinghiali sono stati fotografati tra i bagnanti, mentre si dissetavano al lago di Bracciano. Scene di branchi di ungulati che prendono d’assalto i sacchetti dell’immondizia a pochi metri dalle abitazioni, in pieno centro abitato, sono all’ordine del giorno. E’ accaduto in questi giorni a Labaro, ma avviene puntualmente sulla Cassia, a Monte Mario e Trionfale, ma sono arrivati persino a pochi passi dal ministero degli affari Esteri. E son o stati fotografati mentre girano indisturbati persino nel Cimitero Flaminio. Migliaia le segnalazioni che arrivano da ogni quartiere di Roma da Prima Porta alla Giustiniana, da Ottaviano fino a Maccarese, una zona questa dove in precedenza mai si era registrata la loro presenza. E non mancano episodi di aggressioni. Proprio il mese scorso a Labaro un ragazzo è rimasto chiuso per alcuni minuti nell’area cani, circondato da un branco di venti cinghiali. Scene di paura in un supermercato a Formello, dove gli ungulati le hanno rotto le buste della spesa che una donna stava caricando nella sua auto nel parcheggio di un supermercato. Stessa situazione a Roma nord in zona viale Cortina d’Ampezzo, dove nei mesi scorsi un cinghiale ha caricato un giovane residente, che è stato inseguito per oltre 100 metri. Ormai i residenti hanno paura di uscire di casa con i propri cani, perché temono che anche loro possano rimanere vittime di attacchi. Le cose non cambiano nella zona dei Castelli Romani. Al lago di Albano è stato aggredito e morso da un cinghiale anche un bambino di 11 anni, costretto a ricorrere alle cure mediche. 

 

Il sottosegretario alle politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Battistoni, ha partecipato alla manifestazione organizzata dalla Coldiretti “Città e campagna unite contro i cinghiali”. Il senatore di Forza Italia, da sempre sensibile al tema, è stato chiamato ad intervenire dal palco in qualità di rappresentante dell’esecutivo. Come prima cosa ha voluto ringraziare gli agricoltori presenti per il grande lavoro fatto sotto pandemia, grazie al quale ai cittadini non è mai mancato nessun genere alimentare nei banchi alimentari. Battistoni ha poi proseguito ricordando che “il problema della fauna selvatica passa dalla modifica della legge157/92, senza la quale, rimane difficile dare risposte su questo tema”. Presente una delegazione di Forza Italia, con il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, il sindaco di Barbarano Romano Rinaldo Marchesi, il vicesindaco di Valentano Emanuela Zapponi, il Presidente del Consiglio comunale di Civita Castellana Claudio Parroccini ed il commissario provinciale Andrea Di Sorte, i quali si sono intrattenuti per uno scambio di saluti con il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani a margine dell'evento. Anche la città di Viterbo ha partecipato alla manifestazione organizzata da Coldiretti a Roma, in piazza Montecitorio, per richiamare l'attenzione del governo e della Regione sull'emergenza cinghiali. L'assessore all'agricoltura Ludovica Salcini ha preso parte all'iniziativa che ha visto la folta partecipazione di numerosi sindaci, rappresentanti istituzionali e politici nazionali, e agricoltori. “Abbiamo fatto sentire la nostra voce – ha spiegato l'assessore Salcini – . Fin da subito abbiamo sostenuto questa iniziativa di Coldiretti e ringraziamo il presidente nazionale Ettore Prandini per averla promossa. Noi ci siamo, a fianco degli agricoltori e dei cittadini. E insisteremo finché non arriveranno interventi fattivi, concreti e risolutivi per questa emergenza". Per il Comune di Viterbo è intervenuto anche il consigliere comunale Valter Rinaldo Merli.

 

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“Dal novembre del 2019 che non abbiamo nuovi iscritti perché proprio a novembre di due anni fa si è svolto l’ultimo esame per diventare cacciatore. Da due anni un centinaio di giovani della provincia sta aspettando un’altra sessione di esame che però non c’è perché manca la commissione che la Regione Lazio non nomina. Una situazione incresciosa che vivono soltanto le realtà di Rieti e Latina. Mi chiedo perché mai la Regione non nomini una commissione ma non so darmi una risposta. Sarà per questo motivo che ho incaricato un avvocato per capire se ci sono i presupposti per intraprendere una azione legale nei confronto della Regione Lazio che sta negando a 120 ragazzi il desiderio di diventare cacciatori e inoltre sta dimostrando zero sensibilità nei confronti del mondo venatorio”. Circa 4 mila cacciatori in provincia con Federcaccia che ne raggruppa circa la metà, ma poi ci sono Libera Caccia, Arci Caccia, Ital Caccia, Enal Caccia e altre sigle. Un mondo vasto e variegato che da domani si rimette in moto anche in provincia.

 

 

“Come ha stabilito poco tempo fa la Corte Costituzionale il cacciatore riveste una funzione pubblica - continua Panfilo - funzione che negli ultimi anni è stata spesso offuscata da continui attacchi che hanno dipinto il cacciatore come nemico della natura e degli animali, ma non è così”.  Attacchi e critiche arrivate da più parti che, secondo Panfilo, hanno portato a una riduzione drastica del numero dei cacciatori in Italia. “Negli anni novanta in Italia c’erano circa un milione di cacciatori, oggi se ne contano la metà”.