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Terremoto, Cna e Ance: “Ricostruzione, contributi insufficienti”

Alessandro Toniolli
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L’aumento dei costi delle materie prime per l’edilizia rischia di compromettere gli sforzi per la ricostruzione dopo il sisma del 2016, il Commissario Straordinario Giovanni Legnini interviene con un aumento dei costi parametrici e del prezzario del 6% per il residenziale e dell’11% per gli immobili produttivi. Una misura ritenuta insufficiente dai vertici locali dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili e della Cna. Sullo sfondo un ulteriore problema: il boom dei lavori legati al bonus 110% potrebbero convincere molte imprese a dedicarsi a questo trascurando le commesse legate alla ricostruzione ritenute meno appetibili. Un timore, quello legato alla difficoltà di reperire imprese di costruzione pronte ad operare nei tanti cantieri necessari per far tornare in vita la vasta parte del centro Italia sconvolta dal terremoto, che era stato palesato anche nel corso dell’ultima conferenza tenuta da Legnini poche ore prima della celebrazione del quinto anniversario di quello che per molti è il “terremoto di Amatrice”, tanto da spingere l’autorità governativa a prendere immediati provvedimenti.

D’altro canto un settore alle prese con aumenti di costi legati alle materie prime che spesso toccano numeri a tre cifre, che vanno a sommarsi al cronico problema dei ritardi nei pagamenti. Il Commissario dichiara “la ricostruzione nel Centro Italia, nonostante la pandemia, ha avuto nell’ultimo anno una forte accelerazione, ma ora sta scontando delle difficoltà, legate all’aumento dei prezzi dei materiali. Non possiamo permetterci una nuova battuta d’arresto. Con l’Ordinanza, in attesa di una revisione del prezzario, abbiamo deciso un incremento dei contributi del 6% per la riparazione delle abitazioni e dell’11% per il ripristino degli immobili produttivi, sulla base dell’indice Istat dei prezzi” spiega il Commissario Legnini, sottolineando che “l’aumento del contributo si applicherà anche ai cantieri già avviati, molti dei quali oggi si trovano in difficoltà. L’Ordinanza prevede diverse misure per favorire e sostenere le imprese del cratere che hanno subito danni con il terremoto e quelle che sono attive nella ricostruzione, anche con l’accelerazione dei pagamenti sulle lavorazioni eseguite, e ulteriori semplificazioni per i cittadini e i loro tecnici”.

Misure che al momento vengono ritenute insufficienti da Roberto Bocchi, presidente di Ance: “la misura non compensa quelli che sono gli aumenti dei costi riscontrati fino ad oggi che sono esponenziali e non riusciamo a coprirli con un semplice 6 o 11%. Ho notizie di imprese che iniziano a rifiutare appalti, è un discorso preoccupante”. Sulla questione influirà anche l’andamento dei lavori legati al bonus 110% “se la ricostruzione viene considerata non appetibile le imprese potrebbero decidere di dedicarsi ai lavori legati a questa misura”. Dello stesso parere Enza Bufacchi di Cna. “apprezziamo il lavoro del Commissario Legnini ma riteniamo questa misura insufficiente”.