Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, degrado sul Velino. Ponti e argini trasformati in aree bivacco e dormitori

Esplora:

Monica Puliti
  • a
  • a
  • a

Stazionano sotto il ponte Giovanni XXIII che corre lungo viale Matteucci: lì hanno organizzato un’area bivacco in cui mangiano e dormono.  “Sono 4-5 persone che non intendono accedere ad aiuti di alcun genere – dice l’assessore ai Servizi sociali, Giovanna Palomba e che non rientrano nel fenomeno dei flussi migratori che interessano il nostro territorio”.  Un po’ più su, sempre lungo il fiume, stazionano spesso altre persone, ma in questo caso si tratta di richiedenti asilo che attendono di accedere a percorsi di collocazione.  “Il flusso è continuo – aggiunge l’assessore – e, man mano che i richiedenti asilo entrano sotto l’ala delle cooperative locali, ne arrivano di nuovi, senza interruzione”.

 

Alcuni di loro trovano riparo in viale Matteucci, nei locali del centro anziani “Città Giardino” che l’amministrazione comunale ha adibito a luogo sicuro e controllato proprio per queste persone che prima di febbraio scorso si accampavano nel sottopasso della Questura in attesa delle necessarie verifiche dei requisiti richiesti per il riconoscimento dello status di richiedenti asilo, che dà poi loro diritto a una collocazione presso le cooperative; la struttura, da quando ha preso a funzionare nel febbraio scorso, ha ospitato una settantina di persone; attualmente ne accoglie 9. Il riparo fa il paio con quello attivo in via del Porto, aperto circa due anni fa per i senzatetto contro l’emergenza freddo ma poi trasformatosi in un riparo per 365 giorni l’anno per chi, appunto, un tetto in testa non ce l’ha: attualmente accoglie 7 persone, 2 delle quali straniere e 5 italiane, per complessive 16 persone ospitate nelle due strutture cittadine. “Di più al momento non si può per via del Covid”, dice ancora Giovanna Palomba che conferma lo spirito accogliente e solidale della nostra città.

 

“Rieti ha una buona rete di sostegno per le persone in difficoltà, garantita dalle tante associazioni che operano sul territorio e dalle cooperative. Quanto ai cittadini stranieri che arrivano essi sanno che qui i tempi di attesa per vedersi riconosciuto lo status di richiedenti asilo sono più brevi rispetto a quelli di altre realtà. Una volta completato l’iter con successo, a prendersi cura di loro ci sono associazioni e cooperative. Una cosa è certa - conclude l’assessore ai servizi sociali, Giovanna Palombaed è che il trend del bisogno sociale è in aumento rispetto al passato”.