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Terremoto, triplicati i cantieri nell'area del cratere. Decolla la ricostruzione

Monica Puliti
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Cantieri più che triplicati nei primi mesi del 2021 rispetto all’anno scorso, nonostante la pandemia. L’ufficio studi di Confartigianato Imprese Rieti si è preso la briga di esaminare i dati della Cassa edile per capire cosa stia succedendo nell’area del cratere e accertare se effettivamente sia partita quella ricostruzione di cui si parla da 5 anni, da quando il terremoto del 24 agosto 2016 ha cancellato per sempre paesi e comunità del Reatino e del Centro Italia, cambiandone il volto sociale ed economico. Dall’esame di quei dati emerge che nel periodo marzo-luglio 2021 sono stati aperti 485 cantieri che hanno interessato, come prevedibile, prevalentemente Amatrice con 145 cantieri, Leonessa con 106, Rieti con 42 e Antrodoco con 41. Le imprese coinvolte sono 223, di cui 146 con sede legale e/o operativa nella provincia di Rieti, circostanza che depone più che bene a favore dell’occupazione del territorio.

Al momento, dunque, la temuta invasione di aziende provenienti da aree a rischio infiltrazione mafiosa non c’è stata e quelle non reatine, con un numero consistente di cantieri e quindi ben strutturate, provengono perlopiù dal territorio de L’Aquila. L’ufficio studi di Confartigianato ha anche analizzato il numero dei cantieri aperti per ogni impresa e pure in questo caso le realtà reatine sono preponderanti: le prime quattro per numero di cantieri attivi (rispettivamente 33, 28, 24 e 18 cantieri) sono del territorio. “I dati dimostrano finalmente che qualcosa si muove. Esistono ovviamente margini per migliorare la speditezza della ricostruzione – afferma Maurizio Aluffi, direttore di Confartigianato Imprese Rieti – ma occorre rimuovere ulteriormente i vincoli burocratici e vigilare che tutto avvenga nel pieno rispetto delle regole. Come Confartigianato faremo la nostra parte”.

 

“Il futuro delle comunità dell’area cratere – sottolinea il presidente dell’associazione, Franco Lodovicinon può prescindere da un’azione sinergica tra Comuni, Regione, Stato e rappresentanti economici e politici del territorio. Il livello di attenzione deve rimanere alto, senza mai dimenticare che occorre avere una visione chiara di quello che potranno essere questi luoghi per le nuove generazioni. L’obiettivo comune deve essere quello di una ricostruzione di qualità, improntata sulla sicurezza sismica e idrogeologica, sullo sviluppo sostenibile e sulla conservazione delle bellezze naturali e culturali che da sempre caratterizza questi luoghi”. Parlare di ricostruzione, a questo punto, appare finalmente qualcosa di più concreto grazie alla nuova stagione inaugurata dal commissario straordinario al sisma, Giovanni Legnini, preceduto in questo ruolo, dal 2016 a oggi, da Piero Farabollini, Paola De Micheli e Vasco Errani. Un tempo lunghissimo, i 5 anni trascorsi, nel quale tanti hanno deciso di andare via da queste terre trovando occupazioni e residenze diverse e lasciandosi dietro una comunità psicologicamente distrutta, messa a dura prova dalla pandemia.