Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, ferrovia dei due mari. Il Vescovo Pompili rilancia il progetto

Alessandro Toniolli
  • a
  • a
  • a

“È cinta da grandi e alte mura con dodici porte. La città antica era costruita attorno alle mura e alle porte. Mai le une senza le altre. Solo così si stava al sicuro e – al tempo stesso – in relazione”. Con queste parole il vescovo Domenico Pompili ha iniziato la sua omelia ad Amatrice il 24 agosto scorso, a 5 anni dal sisma. La necessità è che quei territori rinascano, lo facciano in simbiosi e rispettando l’ambiente naturale, ma che rinascano insieme, connessi tra di loro e con le importanti realtà con cui confinano. Ma il vescovo Pompili non è uomo da sottintesi, ed esplicita chiaramente quali sono a suo avviso le priorità “lasciare che qualche centinaio di chilometri tenga ancora oggi separati l’Adriatico e il Tirreno – al netto di una Salaria in via di definizione – è un’imperdonabile leggerezza. Per uscire dal vago, si tratta di decidere se la Ferrovia dei Due Mari sia un’idea da cestinare o da progettare e realizzare qui, ora e subito”.

La Ferrovia dei Due Mari è un’opera di cui si parla molto nelle Marche, meno nel nostro territorio, non è stato possibile inserirla tra le opere prioritarie dal Governo a causa della mancanza di un progetto definitivo e questo ha ingenerato dubbi sulle volontà politiche circa la sua realizzazione. Fabio Melilli, presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati chiarisce “è stato molto opportuno il riferimento del vescovo Pompili rispetto alla ferrovia, sulla quale abbiamo cominciato a lavorare, dopo aver chiuso la partita della Salaria, facendo la prima cosa che era necessario fare, cioè riprendere il progetto esistente e realizzando il progetto esecutivo. Così abbiamo fatto in modo che quella parte di fondi europei destinata ai fondi di coesione finanzi l’opera”.

 

 

Un progetto esecutivo che proprio su iniziativa del parlamentare Pd è stato finanziato con 40 milioni di euro, completo degli studi di fattibilità dai quali dovrebbe emergere il tracciato definitivo. Anche l’onorevole Gabriele Lorenzoni del M5S si dichiara da sempre sostenitore dell’opera, alla quale ha anche dedicato un ordine del giorno in Parlamento, legando a quel progetto anche la proposta di considerare l’idrogeno come carburante ottimale proprio per quel tipo di tratte. “Grazie all’intervento del vescovo l’opera è tornata sulle cronache nazionali, e ne è stata ricordata l’importanza anche al premier Mario Draghi. Ci sono 1,78 miliardi a disposizione delle aree terremotate e noi vorremmo che una parte vengano destinati alla ferrovia”. Anche il Coordinamento per la Ferrovia Salaria ringraziano monsignor Domenico Pompili “per aver portato in diretta nazionale una battaglia comune ad un territorio vastissimo dell’Italia centrale”. A questo hanno aggiunto un nuovo tassello, rendendo noto l’interessamento del gruppo spagnolo Iberdrola ad un progetto di riconversione ad idrogeno verde della dorsale ferroviaria appenninica, comprendendo anche la futura Ferrovia Dei Due Mari.