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Terremoto, Draghi agli amatriciani: "Lo Stato vi sta vicino” | Video | Foto

Paolo Giomi
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Un 24 agosto all’insegna della speranza. Si può riassumere così la giornata che ha accompagnato il borgo martoriato dal terremoto del 2016 nel quinto anniversario della tragedia che ha squassato il Centro Italia. E sono state proprio queste le parole pronunciate dal vicesindaco facente funzione, Massimo Bufacchi: “Quello di oggi è stato un 24 agosto diverso dai precedenti - ha detto - per la prima volta dal terremoto, forse, la nostra tristezza profonda è stata accompagnata, per non dire superata, da una sensazione di speranza. La ricostruzione ‘materiale’ di Amatrice è iniziata ed è sulla strada giusta - ha proseguito il vicesindaco di Amatrice - certo non possiamo aspettarci che il processo si completi subito, ma il traguardo non è più un miraggio. C’è poi la ricostruzione della Comunità da compiere: quello è un passo difficile che spetta ad ognuno di noi, ma anche in questo stiamo facendo progressi, basti pensare al biodistretto di cinque Comuni lanciato in queste settimane. Volevo ringraziare il Premier Draghi per la sua presenza che ha un alto valore simbolico. A lui ho chiesto di aiutarci a far crescere l’economia locale. Aspetto che dobbiamo rafforzare non solo per recuperare quei giovani che con il terremoto sono andati via, ma anche per attrarre qui nuove famiglie. L’ultimo pensiero - ha concluso Bufacchi - lo voglio dedicare all’amico sindaco Antonio Fontanella, scomparso a marzo e che è stato uno dei semi da cui sta germogliando la nuova Amatrice”.

 

 

Alla messa, celebrata dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, prende parte anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che arriva in elicottero accompagnato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che torna ad Amatrice dopo aver gestito l’emergenza in prima persona. Draghi depone una corona d’alloro al monumento ai caduti del parco “Don Minozzi”, da solo, in silenzio, lontano dalle telecamere. “Se oggi sono qui è perché lo Stato vi è vicino. In passato è stato lento ma adesso la situazione è diversa: i lavori di ricostruzione stanno procedendo più velocemente. Sono oggi qui a portarvi fiducia e l’impegno del Governo”, ha detto il premier ai familiari delle vittime. 

 


 

Lo dice a chiare lettere il deputato reatino di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini: “Ad Amatrice è andata in scena l’ennesima passerella di uno Stato che ha fallito - tuona Trancassini - Mario Draghi è il quarto Presidente del Consiglio che insieme al quarto Commissario alla ricostruzione è venuto a rappresentare uno Stato che non ha fatto il suo dovere e non ha aiutato chi ha perso tutto. Questa terra meravigliosa è stata ferita dal terremoto ma poi è stata dimenticata dalle Istituzioni, è stata tradita dalla Burocrazia, è stata strumentalizzata dalla Politica, è stata offesa dalla Giustizia. Cittadini, famiglie, imprese, amministratori sono stati abbandonati al loro destino in questi cinque anni, ottenendo risorse irrisorie a fronte di insopportabili lungaggini e procedure contorte. E’ ora che le Istituzioni mettano in campo procedure serie e snelle per fare presto e leggi speciali per favorire l’occupazione; queste terre per rinascere hanno bisogno di case e di lavoro”.  In un colloquio con il Premier Draghi, il presidente della Provincia di Rieti, Mariano Calisse, ha chiesto di “mantenere alta l'attenzione sulla ricostruzione in questa fase delicata di partenza. Sottolineando inoltre che c'è bisogno, tramite il Pnrr, di studiare un vero modello di sviluppo delle aree interne: Da Draghi ho ottenuto risposte positive. Per quanto il presidente sia un uomo pragmatico e di poche parole, la sua presenza di oggi alla manifestazione ha dato alla triste giornata un clima di fiducia maggiore rispetto agli anni passati”.
“Oggi ricordiamo chi in quella notte drammatica ha perso la vita e ci stringiamo ai loro familiari”. Parola del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. “Cinque anni fa il servizio nazionale della Protezione Civile ha risposto immediatamente e, tutti noi, conserviamo la memoria di quei momenti difficili e tristi - ha proseguito Curcio -. Da quel dolore e da quell’impegno dobbiamo continuare il nostro percorso affinché il tema della prevenzione e della pianificazione d’emergenza siano sempre sempre all’ordine del giorno”.