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Ristoranti e alberghi pieni a Rieti, per Ferragosto tanti turisti

Monica Puliti
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“Sono giorni che riceviamo richieste di prenotazioni per Ferragosto, stiamo lavorando bene, come tutti gli anni. Forse qualcosa in meno rispetto allo scorso Ferragosto perché la gente quest’anno ha maggiori possibilità di andare al mare, ma va bene così”. Così Marco Franchi che insieme alla moglie Anna gestisce la Locanda dei Casali di Cartore di Borgorose, un ristorante immerso nella natura della riserva della Duchessa e un paradiso per gli amanti delle escursioni e della vita all’aria aperta.

Qui il Green Pass non sembra aver influito in alcun modo sulla scelta dei clienti che, volendo e potendo, hanno a disposizione tanto spazio all’aria aperta. Tutto pieno a Il Tartufo di Stipes, un pugno di case a pochi chilometri dal lago del Turano, nel comune di Ascrea, un posto rinomatissimo in cui mangiare in questa zona che l’estate si riempire di turisti. “Pieno per tutta la settimana e a Ferragosto – dice Serena Quinzi -, per noi il lavoro non si è mai fermato”, a conferma, anche qui, che la certificazione verde non sta fermando i vacanzieri o chi si concede anche un solo giorno lontano da casa. Al completo, già da fine luglio e per tutto il mese in corso, anche il Park hotel Villa Potenziani. “Molti dei nostri ospiti sono venuti a Rieti per via del volo a vela e a loro si sono aggiunti gli ospiti di sempre – dichiara Giada Balzerani – Notiamo un bel fermento anche per il pranzo di Ferragosto che stiamo organizzando; funziona anche il pacchetto piscina più ristorante”.

Tanto movimento pure a Terminillo. “Non possiamo parlare di ripartenza – sottolinea Rita Giovannelli de La Piccola Baita e guida turistica -, che semmai si vede alla lunga, ma assistiamo a un bel risveglio e all’interesse verso il nostro territorio. Insomma, non possiamo lamentarci”. “Buono l’andamento delle prenotazioni – dice Michele Casadei dell’hotel Togo Palace a Terminillo e presidente di Federalberghi Rieti – sull’onda del turismo di prossimità, circostanza dovuta anche al fatto che il Green Pass non è stato esteso ai clienti che dormono e mangiano in albergo. Assistiamo invece a una grossa flessione nelle prenotazioni nei ristoranti a causa della certificazione verde”. Un punto di vista, quest’ultimo, che, seguendo le cronache degli ultimi giorni, sembra ampiamente condiviso da tanti ristoratori da Nord a Sud d’Italia, che registrano un vistoso caso di presenze, specie quelli che hanno soprattutto tavoli al chiuso.