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Rieti, nuove scuole. Sebastiani: "Valutare anche altre aree"

Alessandro Toniolli
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Il consigliere comunale Andrea Sebastiani “in cinque anni non è stato fatto nulla sulle scuole, ora l’obiettivo è costruire le scuole nel tempo più breve possibile. Con l’impostazione data dal Comune i tempi saranno lunghi, rischiamo di non avere scuole nuove per ancora dieci anni. Si valutino delle alternative all’interno del Piano Regolatore vigente”. Si avvicina la data del 24 agosto e se da un lato in tutti quelli che hanno vissuto quella tragica notte il ricordo resta nitido, le paure sembrano passate, sembra non ci si renda conto che quel rischio che sembrava allora così tangibile lo è ancora nella stessa identica misura, anche se ora nessuno dorme più in macchina. E la preoccupazione per i più piccoli, e quindi per le scuole, sembrava dettare le priorità. A qualche giorno dalla discussione in consiglio comunale Andrea Sebastiani torna sul tema “in cinque anni non è stato fatto praticamente nulla sulle scuole, se non attraverso l’acquisizione di moduli prefabbricati in parte da parte della Provincia, in parte del Comune. Ma sulla messa in sicurezza degli edifici non è stato fatto nulla né dall’amministrazione Petrangeli, né da quella Cicchetti. Nel momento in cui si decide di rimodulare il finanziamento non per adeguare sismicamente, ma per costruire un nuovo edificio, costruire nel più breve tempo possibile deve essere una priorità”.

Alla luce di queste premesse il consigliere vede dei rischi “dove sono state individuate le aree e attraverso gli strumenti urbanistici scelti si rischia di andare a discapito del fattore tempo. In questo sono da considerare anche le parole del Commissario al Sisma Legnini, che ha chiesto di comprendere se non si possa demolire e ricostruire, poi che andrebbe fatta una valutazione su aree pubbliche o tenendo presente l’istituto dell’esproprio ed in fine la possibilità dell’acquisto di un’area nei parametri stabiliti dall’Agenzia delle Entrate”. Seguendo il ragionamento Sebastiani rileva come “scegliendo di fare le scuole nelle aree individuate dalla Giunta e con gli strumenti amministrativi selezionati si rischia di compromettere la velocità della ricostruzione.

Rischiamo in dieci anni di non avere nuovi edifici, nell’area del Perseo insiste una variante sostanziale al Piano Regolatore e si sa che i vari passaggi richiesti sono particolarmente lunghi. Per quanto riguarda l’area delle Porrara è giunta una nota dalla Regione che condiziona la sua valutazione ai piani attuativi, ed anche in questo caso i tempi saranno lunghi”. La proposta allora è quella di “non restare vincolati ad un sito e a uno strumento urbanistico, anche alla luce delle considerazioni del Commissario Legnini, teniamo le porte aperte considerando che qualora in quelle aree ci fossero problemi, e questo può essere valutato in qualche mese, possono essere individuate altre aree esistenti, come confermato dal dirigente del settore urbanistica ingegner Di Mario”.