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Rieti, denominazione Olio di Roma per 35 comuni della Sabina

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Il via libera alla prima denominazione “Olio di Roma” rafforza il primato mondiale nella produzione di extravergine di qualità grazie al maggior numero di denominazioni riconosciute in Europa (43 Dop e 4 Igp) e il più vasto tesoro di biodiversità del mondo. Un riconoscimento certificato dall’approvazione da parte della Commissione Europea dell’inserimento dell’olio “degli antichi romani” nell’elenco comunitario delle Indicazione di origine protetta (Igp). Un attestato voluto da Coldiretti che va ad associare un nome evocativo come quello di Roma, che rappresenta un autentico patrimonio in termini di notorietà e di big data, a un prodotto di grande qualità che ha tutte le carte in regole per diventare l’ambasciatore del nostro territorio nel mondo. La denominazione “Olio di Roma Igp” riguarderà 316 comuni del Lazio di cui 35 in provincia di Rieti per una produzione totale di circa 75 mila tonnellate di olive e 10.550 tonnellate di olio ogni anno, per un valore economico complessivo di quasi 52 milioni di euro.

Un ulteriore riconoscimento per i Comuni della regione che basano gran parte della propria economia proprio sulla produzione dell’olio e che ha permesso a molte aziende di espandere la propria attività ed esportare l’olio extra vergine di oliva in tutto il mondo. E la provincia di Rieti, con i suoi 35 Comuni che potranno fregiarsi della prestigiosa denominazione, ha un ruolo importante nella olivicolutura.Inoltre l’approvazione da parte della Commissione Europea dell’inserimento dell’olio “degli antichi romani” nell’elenco comunitario delle Indicazione di origine protetta (Igp) segue di qualche settimana l’accordo per la valorizzazione dell’olio come simbolo di qualità ed eccellenza e del turismo tra Regione Lazio l’Associazione nazionale Città dell’Olio. Unprotocollo che avvia un modello di sviluppo e valorizzazione del territorio per il futuro. E’ una grande idea, sono felice che molti comuni abbiano aderito, abbiamo 21 comuni nel Lazio che accettano questa sfida.

Tante le iniziative in programma a partire dal tema del turismo dell’olio, della formazione e del recupero dei terreni olivetati abbandonati e la promozione di progetti condivisi finalizzati alla valorizzazione e allo sviluppo della filiera olivicola e olearia regionale e alla tutela ambientale e alla salvaguardia paesaggistica degli oliveti. A oggi fanno parte dell’Associazione nazionale Città dell’Olio 23 comuni del Lazio tra cui Castelnuovo di Farfa, Fara Sabina, Mompeo, Poggio Moiano e Selci Sabina per la nostra provincia.