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Rieti, ponte pedonale sul Velino. Gli ultimi ritocchi

M. P.
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“Terminata la messa in opera del tavolato, realizzato il fondo di cemento di collegamento con la pista ciclabile ed eseguiti i sopralluoghi con i tecnici del Comune per l’installazione dell’illuminazione pubblica da raccordare, anche questa, con la ciclabile”. Vincenzo Gregori, direttore del Consorzio della bonifica reatina, parla degli ultimi interventi sulla passerella pedonale che attraversa il Velino a ridosso della centrale idroelettrica, dietro la Centrale del latte, all’inizio della Giorlandina, prima che diventi finalmente fruibile.

 

A differenza infatti della centrale, in funzione da due anni, per la passerella, che ha superato tutti i collaudi ed è stata sottoposta ai necessari interventi di rifinitura nelle scorse settimane – parapetti, rivestimenti, messa in sicurezza -, con l’installazione dei punti luce l’apertura dovrebbe essere finalmente questione di giorni. L’infrastruttura, come noto, è stata realizzata nell’ambito del progetto “Rieti 2020” e, insieme al centro sportivo a ridosso del Gudini, costituisce la contropartita del privato – l’Atifer – che nella centrale e nel centro sportivo ha investito complessivamente 5 milioni (4 nella prima e uno nel secondo). Ottenendo in cambio un finanziamento pubblico di 15 milioni – parte dei quali sono stati e saranno reinvestiti in lavori pubblici - in una partita di opere giocate insieme da pubblico e privato. Come detto, sia il fondo in cemento della passerella che i punti luce dovranno costituire una naturale continuazione con la pista ciclabile su cui si immette. 

 

Proseguendo sulla ciclabile che corre lungo la Giorlandina costeggiando il Velino, non si possono non notare gli attrezzi in legno installati anni fa per permettere di allenarsi a chi ama fare attività fisica all’aria aperta e a contatto con la natura. Il percorso, con gli esercizi spiegati da cartelli affissi su supporti in legno, inizialmente molto bello, come tutto ciò di cui non si ha cura versa in stato di abbandono: gli attrezzi sono ancora lì ma mancano alcune parti – che rendono impossibile il loro utilizzo -, in altre sono rotti e sono spariti alcuni dei cartelli che spiegano il modo corretto di esecuzione degli esercizi; anche il legno avrebbe bisogno di cura.